giovedì 10 luglio 2008
Canale parafarmacie/corner:il farmacista necessario per una strategia di sviluppo moderno
Le scrivo riferendomi ai dati presentati oggi dall’Anifa che annualmente presenta “L’osservatorio sull’automedicazione 2008”.
Quello che emerge è che a soli due anni il “fuori farmacia” si è già conquistato già il 5,5 % del mercato con un piccolo sorpasso delle parafarmacie indipendenti (oggi: 3,2% nel 2007 1,4%) rispetto ai corner salute della GDO (oggi 2,3% 2007: 2,1%) sorpasso fisiologico se si considera che il numero delle prime è notevolemente superiore ai corner GDO.
Altra indicazione è che ormai il paventato “consumismo farmaceutico” paventato da alcuni settori contrari alla riforma Bersani non c’è stato, sintomo che la stessa ha colpito nel segno: i prezzi sono diminuiti, le persone dopo le prime curiosità si sono fidate, l’affidabilità del servizio è stata garantita. Non è irrazionale dire che forse quella dei farmaci senza ricetta fuori dalla farmacia ( e direi io con il farmacista) è una di quelle che ha funzionato.
Quello che servirebbe ora è rafforzare il “canale parafarmacie” (indipendenti e corner) per farlo crescere e diventare un competitor valido verso quello tradizionale delle farmacie.
Quindi diciamo così, dopo i primi entusiasmi e le tendenze positive ( incremento di quote di mercato) occorre analizzare le linee di fondo per consolidare tale canale con giovamento di tutti: aziende farmaceutiche, GDO, parafarmacie.
Per fare questo però occorre capire che cosa vuole il cliente, e in questo caso una ricerca condotta dal Censis nel 2007, cioè qualche tempo dopo la riforma Bersani, è sicuramente utile, vediamo i dati significativi
a) il 61 % dei cittadini intervistati ritiene che vendere farmaci OTC in luoghi diversi dalle farmacie sia una scelta condivisibile;
b) l’81% degli intervistati sostiene che gli OTC non devono essere venduti senza che vi sia un farmacista capace di dare i consigli adeguati
c) oltre il 60% degli intervistati pensa che nei canali alternativi (parafarmacie/corner) debba essere garantita un’offerta di prodotti simile a quella delle farmacie
d) il farmaco non può essere assimilato ad altri prodotti di mass-market
In base a tali risultati le azioni più adeguate per sostenere il nuovo canale dovrebbero essere:
1)occorre aumentare il numero di specialità farmaceutiche vendibili nelle parafarmacie/corner. (risposta alle esigenze dei punti ai punti a,c)
A tale proposito il tentativo di concedere la fascia C ( presente nella terza lenzuolata Bersani) è fallito perché in Italia, nell’attuale situazione di interessi cristallizzati, rompere il legame ricetta – farmacia è poco fattibile. Mentre è più realistico seguire quello che l’ANIFA propone ormai da molti anni e che ormai è maturo (come dimostrava l’emendamento Banti alla terza lenzuolata) effettuare lo switch di farmaci che all’estero (UK,Olanda,Svezia,Francia ec….) sono già venduti senza ricetta altrimenti bisognerebbe dimostrare che britannici, olandesi e francesi hanno una fisiologia diversa dagli italiani.
2)riorganizzare e qualificare sempre più le parafarmacie e i corner secondo quello che richiedono i clienti (risposta alle esigenze dei punti ai punti b,d)
Domandiamoci: la liberalizzazione Bersani avrebbe avuto successo ( ci sono dati che lo dimostrano) se nei punti vendita non fosse stato presente il farmacista? Direi di no.
Per questo motivo tale presenza dovrà essere garantita in futuro, se si vuole far crescere il canale alternativo a livelli europei ( es.in Olanda circa il 70 % dei farmaci senza ricetta è venduto in canali alternativi alle farmacie). facendolo diventare così sempre più remunerativo.
Ovviamente, come chiedono alcuni settori della distribuzione con logiche differenti dalle parafarmacie indipendenti, nei corner la presenza potrà essere rimodulata nella modalità (farmacista supervisore invece che farmacista a presenza continuata) ma non va sperperato il vantaggio competitivo che la presenza del laureato in farmacia ha per lo sviluppo del canale parafarmacie. Quali vantaggi?
a) garanzia che l’operazione di switch di specialità ora a ricetta continui e vengano resi disponibili in futuro maggiori specialità come OTC
b) ancoraggio dei farmaci SOP (a libera vendita ma non pubblicizzabili al pubblico) ai corner/parafarmacie. Senza farmacista, le aziende sarebbero tentate di richiedere una distribuzione selettiva solo a punti vendita con i laureati. La stessa considerazione va fatta per le aziende con brand più noti. Si tenga contro infine che in molti casi la classificazione come SOP è una sorta di anticamera per molti futuri OTC
c) perdita del mercato dei prodotti omeopatici (ancora limitato, ma con grosso potenziale come per tutti i “metodi di cura dolci” ) dato che, per le particolarità di tale terapia, non sono presenti i fogli illustrativi in tali prodotti e quindi il farmacista offre sicuramente un apporto determinante per l’uso corretto e l’acquisto del prodotto.
E’chiaro quindi che le proposte di eliminazione del farmacista dai punti vendita in questione (ministro Sacconi e alcuni sottosegretari di stato, recenti proposte dei titolari di farmacia, alcuni settori della GDO) risulterebbero una vera “polpetta avvelenata” per il canale parafarmacia/corner a fronte del guadagno immediato (riduzione di costi del personale) si perde in prospettiva “la ciccia” dell’allargamento dei farmaci vendibili nel canale, con un progressivo inaridimento di un settore promettente e di un cambiamento reale nella distribuzione del farmaco
Questo ha dato in questi anni un reale beneficio (sconti, servizi) ai clienti ai clienti, cioè quello che conta realmente per lo sviluppo di un’azienda commerciale a dispetto degli interessi consolidati e alla poca voglia di essere competitivi.
Leonardo Marchitto
FEF Marche
ParfaramaciaMarche
mercoledì 11 giugno 2008
Corner e parafarmacie senza farmacista: i rischi dei consumatori e della GDO e i Silenzi della FOFI
Questi dati mostrano che la riforma Bersani (cioè liberalizzazione dei punti vendita ma con la presenza del farmacista) è la stada giusta occorre solo del tempo per consolidare il risultato.
Al contrario la recente (5 giugno 2008) proposta del Ministro del Welfare (no alla facia C, cioè ricetta bianca, alle parafarmacie/corner) ma si alla vendita dei faramaci da banco senza il farmacista rischia di essere per il settore “ GDO e parafarmacie” una polpetta avvelenata e cioè:
1) ripropone una vecchia proposta dei titolari di farmacia: vendita senza farmacista di una limitata lista di farmaci da banco pur di evitare l’uscita di tutti gli OTC e SOP fuori della farmacia
2) renderebbe poco appetibile per le aziende con i brand più importanti (che costano molto in pubblicità) la vendita in uno scaffale di supermercato del loro prodotti.
3) E’ molto probabile che i SOP (a libera vendita ma che non possono essere pubblicizzati) escano di fatto dal circuito GDO/parafarmacie infatti molte aziende di OTC sarebbero tentate da una distribuzione selettiva solo su punti vendita con personale qualificato è per evitare questo rischio (alla ditribuzione e alle aziende di OTC) che la presenza del farmacista nel corner conviene alla GDO.
4) Contestualmente al punto 3) blocco dell’operazione di “delisting” (eliminazione dell’obbligo di ricetta per alcuni farmaci attualmente a prescrizione ) già decisa al Senato nella scorsa legislatura.
5) Legato al punto 4) riduzione della fonte di nuovi farmaci/redditività dei punti vendita a fronte di un guadagno immediato (mancanza del farmacista)
In sintesi, Il mercato dei farmaci (anche se da banco) è sempre un mercato particolare, le persone si aspettano sempre un consiglio ( lo fanno anche per gli integratori e cosmetici particolari) e sarebbe un suicidio di marketing non sfruttare la competenza del farmacista in tal senso.
Forse la presenza continua del farmacista sul punto vendita può essere opportunamente rimodulata secondo particolari esigenze aziendali, ma la sua mancanza rischia di essere la Caporetto di una reale liberalizzazione del settore dei farmaci da banco in Italia.
Infine una considerazione semplice: come mai la FOFI sempre pronta a difendere i titolari di di farmacia Federfarma ora resta in silenzio...i farmacisti delle parafarmacie e GDO sono meno farmacisti dei titolari?
Che ci sia qualche accordo....?
Mah!
Leonardo Marchitto
martedì 11 dicembre 2007
La7 si occupa di farmaci e di liberalizzazioni
In studio erano presenti. il giornalista Oliviero Beha, da sempre in prima linea in difesa dei consumatori, Carlo Rienzi presidente del Codacons, Achille Caputi, presidente della Società Italiana di Farmacologia, Emilio Stefanelli, vicepresidente Farmindustria, Annarosa Racca, presidente della FederFarma Lombardia, Mario Falconi, presidente Ordine Medici di Roma.
La trasmissione è stata interessante e a parte qualche sbavatura, ci ha definito grossolanamente ma credo non intenzionalmente “parafarmacisti”, ha messo in risalto l’assurdità delle resistenze di Federfarma lle liberalizzazioni relative alla fascia c.
Vedi il filmanto cliccando qui sotto oppure copiando l’indirizzo nella casella indirizzi di explorer:
http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=ILARIA_DAMICO_-_Exit_15&id=1477
lunedì 10 dicembre 2007
Fascia C ..una lettera di ParaFarmaciaMarche ai Senatori della commissione Industria
Questo è il testo della lettera inviata ai senatori della Commissione n° 10 - Industria del Senato per chiedere l'appoggio alla Fascia C
PORTO RECANATI 08/12/07
Gentile Senatore,
Sono il dott. Leonardo Marchitto portavoce di un gruppo di farmacisti marchigiani, titolari di una Parafarmacia che dopo il decreto Bersani ha avuto la possibilità di esercitare per la prima volta la professione per cui ha studiato e siamo stati abilitati dallo Stato a fare cioè: quella di farmacista ma solo per la vendita di farmaci senza ricetta (SOP e OTC).
Le Parafarmacie sono già una realtà ben presente (in tutta Italia circa 1400) nella nostra regione io personalemnte ho la mia attività a Porto Recanati ma i miei colleghi sono presenti nelle seguenti città marchigiane:
Macerata, Porto Recanati, Fermo, San Benedetto del Tronto, Porto San Giorgio, Castelfidardo, Camerino, Cupra Marittima, Castel di Lama,Pesaro, Fano, Grottammare, Comunanza, Ascoli Piceno, Montecosaro, Matelica, Corridonia, Monte San Giusto, Camerano, Jesi, Chiaravalle, Fermignano, Cagli, ecc...
Attualmente nelle nostre Parafarmacie, in presenza di un farmacista laureato, abilitato e iscritto all'ordine come in quelle di tutta Italia, sono dispensati i farmaci che non hanno bisogno di ricetta medica.
Recentemente è presente all'attenzione della Commissione Industria e attività produttive del Senato il ddl n° ddl 1644 (provvedimento sulle liberalizzazioni già approvato alla Camera) che all'articolo 2 propone di permettere la vendita dei farmaci di fascia C (cioè i farmaci prescritti dal Medico ma che il cittadino paga di tasca propria, la ricetta bianca per intenderci) anche alle Parafarmacie.
Questo ha generato molte critiche ovviamante da parte dei titolari di farmacie (Federfarma) e purtoppo anche dalla FOFI (federazione degli ordini dei farmacisti che dovrebbe difendere tutti gli iscritti e non solo i titolari di farmacia) si è parlato di provvedimento liberista perchè consente la vendita di medicinali anche ai supermercati , di sconsideratezze ec...
noi non la pensiamo così e vorremmo farle notare le seguenti cose:
· nelle nostre parafarmacie (come in tutte quelle italiane) sono presenti professionisti laureati e abilitati dallo Stato a fare la professione di Farmacista. Molti di questi già dipendenti di farmacie private nelle quali dispensavano ogni tipo di medicinale. Perchè ora in un'attività propria non potrebbero dispesare medicinali di fascia C (ricetta bianca)? La laurea la diamo ai muri della farmacia o al professionista? Il medico è medico perchè ha la laurea o perchè è proprietario di uno studio medico?
· le parafarmacie indipendenti ( ciè quelle non legate a supermercati in cui però è sempre presente un collega farmacista) sono circa 1200 delle 1400 totali, quindi stiamo parlando per la maggior parte di piccole attività commerciali non di mega gruppi anonimi.
· La quota di farmaci di fascia C è solo il 15 % del totale dei farmaci venduti mentre i farmaci di fascia A ( cioè i medicinali mutuabili) sono il 50 % del totale dei venduti. Quindi il mercato resterà in maggioranza ad appannaggio delle Farmacie. Se l’art. n° 2 del ddl 1644 sarà approvato le farmacie potranno vendere i farmaci OTC e SOP + i farmaci fascia C (ricetta bianca) mentre continueranno ad avere l’esclusiva dei farmaci di facia A. Il mercato sarà ridotto di poco per ti titolari di farmacia….ma permetterà alle nostre aziende di sopravvivere.
· L' art. 2 del ddl n° 1644 è innovativo perche sostituisce il binomio farmaco-farmacia al binomio moderno farmaco-farmacista esaltando, la professionalità e non la struttura (la farmacia)
occorre affrontare il problema adesso e non invece come qualcuno propone di rinviare o abolire l'articolo 2 (alcuni politici vicini a Federfarma) crediamo che questo sia un espediente per non decidere e per evitare che la questione venga affrontata in futuro.....cioè è un modo per garantire ai 17.000 titolari di Farmacia (rispetto al 60.000 iscritti all'ordine dei farmacisti) una rendita garantita.....una cosa da paese incivile ed indegna!
LE CHIEDIAMO
1)di appoggiare e favorire l’approvazione dell’art. n° 2 della ddl 1644 (in discussione lla commissione n° 10 industria dell Senato ) che concedano alle parafarmacie di vendere i farmaci di fascia C sottoponendole agli stessi controlli a cui sono poste le farmacie in modo che non ci siano differenze e tutti i professionisti/imprenditori siano alla pari.
2) in alternativa si faccia lei promotore (parli con i suoi colleghi della commissione industria del Senato) di un nuovo emendamento di compromesso che conceda la vendita alle parafarmacie dei farmaci di fascia C con alcune limitazioni relative alla natura di alcuni farmaci es. permettendo la vendita ai soli farmaci con ricetta ripetibile ( si veda allegato)
Confidiamo in una sua disponibilità alla continuazione dell’opera di liberalizzazione delle professioni già iniziata con il decreto Bersani 1
Infine le chiediamo di incontrarla urgentemente ( dell'articolo 2 si parlerà in commissione nella prossima settimana) per poterle illustrare la nostra proposta.
La rigraziamo fin da ora se vorrà ascoltarci.
Grazie e Cordiali saluti
dott. Leonardo Marchitto