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martedì 15 luglio 2008

I produttori di farmaci da banco (ANIFA) : “medico e farmacista utili per la diffusione della cultura dell’automedicazione”


“…..Il medico, sempre più consapevole del proprio ruolo professionale, e il farmacista, impegnato a sviluppare un servizio ad alto valore aggiunto, restano, a nostro avviso, i punti di riferimento privilegiati per la dispensazione dei farmaci e, in questo senso, il nuovo scenario rappresenta un’occasione da cogliere per rilanciare quello spirito di collaborazione indispensabile per l’implementazione di un nuovo approccio al farmaco senza obbligo di prescrizione…..”.

Con questa affermazione, presente in vari cominicati ANIFA, e ribadita nel recente comunicato stampa relativo alla presentazione dell’Osservatorio 2008 sull’ automedicazione i produttori di medicinali da banco dicono la loro in modo autorevole e chiaro.

La centralità dei professionisti (medici e farmacisti) quali figure cardine per la consulenza nell’uso dei medicinali senza ricetta risulta in questo modo ribadita ancora una volta da recenti ricerche.
E’significativa l’indicazione del professionista e non del luogo dove avviene la consulenza (non si parla di farmacia ne di studio medico infatti) chiaro sintomo che una visione moderna del mercato farmaceutico nell’ OTC necessita di figure esperte per un reale successo.

Tale considerazione è avvalorata da un altro dato che emerge dalla ricerca effettuata e cioè “Più del 70 % del pubblico italiano è interessato ad accrescere il proprio bagaglio informativo con finalità chiaramente orientate a incrementare la propria competenza nella gestione dell’automedicazione…”
Ora domandiamoci quale può esssere il luogo elettivo oltre dove è possibile incrementare questo bagaglio informativo che chiede il pubblico?
Ovvio: un negozio specializzato nella vendita di farmaci senza ricetta e cioè le parafarmacie e i corner GDO.

E’ chiaro che le affermazioni dell’ANIFA prima citate aprono di fatto alla richiesta di distribuzione più o meno selettiva di SOP e OTC solo ai punti vendita con personale esperto (il farmacista).
Chi lavora nel campo farmaceutico (gli industriali del farmaco ad esempio) sa perfettamente che questo mercato non è esattamente come quello alimentare…..non si potrà mai indurre un consumismo di farmaci…l’istinto personale lo impedisce.
Forse si potranno buttare farmaci che non si pagano…ma quelli che si pagano sicuramente no.
Per questo paradossalmente la gente pretende di sapere di più sull’ OTC (dato che in parte protagonista nella scelta rispetto al farmaco da prescrizione dove tutto è delegato al medico…….” tanto ci pensa lui…”
LA GDO è consapevole di ciò?

Che senso ha, se non quello del bieco interesse immediato e spiccio, eliminare il farmacista dalle parafarmacie/corner GDO?

giovedì 10 luglio 2008

Canale parafarmacie/corner:il farmacista necessario per una strategia di sviluppo moderno

Lettera inviata ai redattori di http://www.gdonews.it/, relativa all'eliminazione del farmacista dalle parafarmacie/corner

Le scrivo riferendomi ai dati presentati oggi dall’Anifa che annualmente presenta “L’osservatorio sull’automedicazione 2008”.
Quello che emerge è che a soli due anni il “fuori farmacia” si è già conquistato già il 5,5 % del mercato con un piccolo sorpasso delle parafarmacie indipendenti (oggi: 3,2% nel 2007 1,4%) rispetto ai corner salute della GDO (oggi 2,3% 2007: 2,1%) sorpasso fisiologico se si considera che il numero delle prime è notevolemente superiore ai corner GDO.
Altra indicazione è che ormai il paventato “consumismo farmaceutico” paventato da alcuni settori contrari alla riforma Bersani non c’è stato, sintomo che la stessa ha colpito nel segno: i prezzi sono diminuiti, le persone dopo le prime curiosità si sono fidate, l’affidabilità del servizio è stata garantita. Non è irrazionale dire che forse quella dei farmaci senza ricetta fuori dalla farmacia ( e direi io con il farmacista) è una di quelle che ha funzionato.
Quello che servirebbe ora è rafforzare il “canale parafarmacie” (indipendenti e corner) per farlo crescere e diventare un competitor valido verso quello tradizionale delle farmacie.
Quindi diciamo così, dopo i primi entusiasmi e le tendenze positive ( incremento di quote di mercato) occorre analizzare le linee di fondo per consolidare tale canale con giovamento di tutti: aziende farmaceutiche, GDO, parafarmacie.
Per fare questo però occorre capire che cosa vuole il cliente, e in questo caso una ricerca condotta dal Censis nel 2007, cioè qualche tempo dopo la riforma Bersani, è sicuramente utile, vediamo i dati significativi
a) il 61 % dei cittadini intervistati ritiene che vendere farmaci OTC in luoghi diversi dalle farmacie sia una scelta condivisibile;
b) l’81% degli intervistati sostiene che gli OTC non devono essere venduti senza che vi sia un farmacista capace di dare i consigli adeguati
c) oltre il 60% degli intervistati pensa che nei canali alternativi (parafarmacie/corner) debba essere garantita un’offerta di prodotti simile a quella delle farmacie
d) il farmaco non può essere assimilato ad altri prodotti di mass-market
In base a tali risultati le azioni più adeguate per sostenere il nuovo canale dovrebbero essere:
1)occorre aumentare il numero di specialità farmaceutiche vendibili nelle parafarmacie/corner. (risposta alle esigenze dei punti ai punti a,c)
A tale proposito il tentativo di concedere la fascia C ( presente nella terza lenzuolata Bersani) è fallito perché in Italia, nell’attuale situazione di interessi cristallizzati, rompere il legame ricetta – farmacia è poco fattibile. Mentre è più realistico seguire quello che l’ANIFA propone ormai da molti anni e che ormai è maturo (come dimostrava l’emendamento Banti alla terza lenzuolata) effettuare lo switch di farmaci che all’estero (UK,Olanda,Svezia,Francia ec….) sono già venduti senza ricetta altrimenti bisognerebbe dimostrare che britannici, olandesi e francesi hanno una fisiologia diversa dagli italiani.

2)riorganizzare e qualificare sempre più le parafarmacie e i corner secondo quello che richiedono i clienti (risposta alle esigenze dei punti ai punti b,d)
Domandiamoci: la liberalizzazione Bersani avrebbe avuto successo ( ci sono dati che lo dimostrano) se nei punti vendita non fosse stato presente il farmacista? Direi di no.
Per questo motivo tale presenza dovrà essere garantita in futuro, se si vuole far crescere il canale alternativo a livelli europei ( es.in Olanda circa il 70 % dei farmaci senza ricetta è venduto in canali alternativi alle farmacie). facendolo diventare così sempre più remunerativo.
Ovviamente, come chiedono alcuni settori della distribuzione con logiche differenti dalle parafarmacie indipendenti, nei corner la presenza potrà essere rimodulata nella modalità (farmacista supervisore invece che farmacista a presenza continuata) ma non va sperperato il vantaggio competitivo che la presenza del laureato in farmacia ha per lo sviluppo del canale parafarmacie. Quali vantaggi?
a) garanzia che l’operazione di switch di specialità ora a ricetta continui e vengano resi disponibili in futuro maggiori specialità come OTC
b) ancoraggio dei farmaci SOP (a libera vendita ma non pubblicizzabili al pubblico) ai corner/parafarmacie. Senza farmacista, le aziende sarebbero tentate di richiedere una distribuzione selettiva solo a punti vendita con i laureati. La stessa considerazione va fatta per le aziende con brand più noti. Si tenga contro infine che in molti casi la classificazione come SOP è una sorta di anticamera per molti futuri OTC
c) perdita del mercato dei prodotti omeopatici (ancora limitato, ma con grosso potenziale come per tutti i “metodi di cura dolci” ) dato che, per le particolarità di tale terapia, non sono presenti i fogli illustrativi in tali prodotti e quindi il farmacista offre sicuramente un apporto determinante per l’uso corretto e l’acquisto del prodotto.

E’chiaro quindi che le proposte di eliminazione del farmacista dai punti vendita in questione (ministro Sacconi e alcuni sottosegretari di stato, recenti proposte dei titolari di farmacia, alcuni settori della GDO) risulterebbero una vera “polpetta avvelenata” per il canale parafarmacia/corner a fronte del guadagno immediato (riduzione di costi del personale) si perde in prospettiva “la ciccia” dell’allargamento dei farmaci vendibili nel canale, con un progressivo inaridimento di un settore promettente e di un cambiamento reale nella distribuzione del farmaco
Questo ha dato in questi anni un reale beneficio (sconti, servizi) ai clienti ai clienti, cioè quello che conta realmente per lo sviluppo di un’azienda commerciale a dispetto degli interessi consolidati e alla poca voglia di essere competitivi.

Leonardo Marchitto
FEF Marche
ParfaramaciaMarche

mercoledì 11 giugno 2008

Corner GDO senza farmacista:ma i grossi marchi OTC (brand) sarebbero tranquilli?

Vorrei completare le argomentazioni relative al rischio che correrebbero i corner farma della GDO se accordandosi con Federfarma (con la benedizione del ministro del Walfare) eliminassero completamente la presenza del farmacista.
In un mio commento precedente indicavo che ” 2) renderebbe poco appetibile per le aziende con i brand più importanti (che costano molto in pubblicità) la vendita in uno scaffale di supermercato del loro prodotti”Chi tra i grossi brand degli OTC è disposto a correre il rischio di leggere sui giornali “…..ricoverato in ospedale per una intossicazione causata dopo ingestione di 4 compresse di XXXX preso nello scaffale del del supermercato ….” credo che nessun brand manager ha intenzione di leggere tale titolo o articolo su di un qualsiasi giornale o sito web relativo ad un brand che gestisce: l’uso sbagliato di un prodotto rischia di screditare il marchio anche ingiustamente…ma è così purtroppo. (i riferimenti a marchi americani e inglesi, con intossicazioni da uso sbagliato da OTC sono presenti nella letteratura internazionale).
Molte aziende di OTC sarebbero tentate da una distribuzione selettiva solo su punti vendita con personale qualificato è per evitare questo rischio (alla GDO e aziende di OTC) che la presenza del farmacista nel corner conviene alla GDO.Domandiamoci questo e rispondiamo onestamente: il decollo dei corner e delle parafarmacie ci sarebbe potuto essere se non ci fosse stato il farmacista? Io dico di no.Ripeto tutto può essere adattato e aggiornato in base ad esigenze aziendali ma la presenza del farmacista supervisore conviene economicamente a tutti aziende punti vendita e pubblico.

giovedì 13 dicembre 2007

Lettera di ParaFarmaciaMArche ai "capi "del Partito Democratico

Lettera inviata ai "Capi" del Partito Democratico per mostrate la profonda delusione dei liberi farmacisti difronte all'emendamento Banti-Federfarma


Al Segretario del Partito Democratico Walter Veltroni,

a Rosy Bindi

a Enrico Letta

a Romano Prodi

a Luigi Bersani

a Dario Franceschini

al Segretario Regionale Marche del PD

PORTO RECANATI 13/12/07

Gentile Segretario nazionale e regionale, e “capi” del Partito Democratico,

C’è una categoria oggi quella dei liberi farmacisti (cioè farmacisti che non proprietari di farmacia) che è profondamente delusa dal comportamento di ministri e senatori che appartengono al vostro partito che è nato suscitando grosse speranze, di essere più liberi, più eguali, con stesse opportunità di lavoro e di esprimere la propria professionalità cosa sottolineata da tutti nel PD alla nascita, ma che poi nei fatti nella pratica quotidiana porta a difendere gli interessi consolidati, i modi da vecchia politica, proteggere gli interessi di potenti lobby……..insomma del tutto come prima.

NON C’E’ ERRORE PIU’ GRANDE PER UN POLITICO RIFORMATORE CHE SUSCITARE SPERANZE CHE NON VENGONO MANTENUTE. DOV’E AL NUOVA STAGIONE?

Ora cercherò di spiegare i motivi di questa disillusione e direi disperazione.

Mi presento sono il dott. Leonardo Marchitto portavoce di un gruppo di farmacisti marchigiani, titolari di una Parafarmacia che dopo il decreto Bersani ha avuto la possibilità di esercitare per la prima volta la professione per cui ha studiato e siamo stati abilitati dallo Stato a fare cioè: quella di farmacista ma solo per la vendita di farmaci senza ricetta (SOP e OTC).

Le Parafarmacie sono già una realtà ben presente (in tutta Italia circa 1400) nella nostra regione io personalmente ho la mia attività a Porto Recanati ma i miei colleghi sono presenti nelle seguenti città marchigiane:

Macerata, Porto Recanati, Fermo, San Benedetto del Tronto, Porto San Giorgio, Castelfidardo, Camerino, Cupra Marittima, Castel di Lama,Pesaro, Fano, Grottammare, Comunanza, Ascoli Piceno, Montecosaro, Matelica, Corridonia, Monte San Giusto, Camerano, Jesi, Chiaravalle, Fermignano, Cagli, ecc...

Attualmente nelle nostre Parafarmacie, in presenza di un farmacista laureato, abilitato e iscritto all'ordine come in quelle di tutta Italia, sono dispensati i farmaci che non hanno bisogno di ricetta medica.

Recentemente è presente all'attenzione della Commissione Industria e attività produttive del Senato il ddl n° ddl 1644 (provvedimento sulle liberalizzazioni già approvato alla Camera) che all'articolo 2 propone di permettere la vendita dei farmaci di fascia C (cioè i farmaci prescritti dal Medico ma che il cittadino paga di tasca propria, la ricetta bianca per intenderci) anche alle Parafarmacie in presenza di un farmacista.

Se questo provvedimento che sappiamo appoggiato dal ministro Bersani e dal sottosegretario Bubbico fosse stato approvato anche dalla Commissione Industria del senato ci avrebbe fatto capire che finalmente in Italia c’era una forza politica che voleva cambiare qualcosa, dare una scossa alle lobby agli interessi consolidati nel campo della distribuzione dei farmaci quelli dei titolari di farmacia rappresentati da Federfarma e dalle associazioni delle farmacie comunali

PURTROPPO NON E’ ANDATA COSI’ Il MINISTRO TURCO (PD) SI E’ DETTA SEMPRE “CONTRARISSIMA” AL PROVVEDIMENTO DI LIBERALIZZAZIONI INOLTRE L’11 DICEMBRE IN COMMISSIONE INDUSTRIA DEL SENATO I SENATORI BANTI ( PD E RELATORE) E GIARETTA SI SONO DETTI FAVOREVOLI A PROPOSTE CHE DI FATTO ACCETTANO QUELLE DI FEDERFARMA SOLO QUELLE DI UNA PARTE, LE RAPPRESENTANZE DELLE PARAFARMACIE NON SONO MAI STATE INVITATE A DICUTERE NEL COSIDDETTO “TAVOLO SUL FARMACO”

L’EMENDAMENTO BANTI N° 2.200 E’ STATO SCRITTO SOTTO DETTATURA DI FEDERFARMA , LA POLITICA CONCRETA DEL PD E’ QUELLA DI DIFENDERE LE LOBBY ALTRO CHE LIBERALIZZAZIONI UGUAGLIANZA DI OPPORTUNITA’, TUTTI CITTADINI UGUALI SONO SOLO SPOT PUBBLICITARI……MA A FARE GLI SPOT E’ PIU’ BRAVO BERLUSCONI

Siamo delusi da questo comportamento, direi disperati da una situazione bloccata : chi ci diceva siamo con voi, con un nuovo modo di vedere la vita e la politica cci ha preso in giro perché non ha ascolatato le nostre semplici e giuste ragioni che spiego in breve:

vorremmo farle notare le seguenti cose:

· nelle nostre parafarmacie (come in tutte quelle italiane) sono presenti professionisti laureati e abilitati dallo Stato a fare la professione di Farmacista. Molti di questi già dipendenti di farmacie private nelle quali dispensavano ogni tipo di medicinale. Perchè ora in un'attività propria non potrebbero dispensare medicinali di fascia C (ricetta bianca)? La laurea la diamo ai muri della farmacia o al professionista? Il medico è medico perchè ha la laurea o perchè è proprietario di uno studio medico?

· le parafarmacie indipendenti ( ciè quelle non legate a supermercati in cui però è sempre presente un collega farmacista) sono circa 1200 delle 1400 totali, quindi stiamo parlando per la maggior parte di piccole attività commerciali non di mega gruppi anonimi.

· La quota di farmaci di fascia C è solo il 15 % del totale dei farmaci venduti mentre i farmaci di fascia A ( cioè i medicinali mutuabili) sono il 50 % del totale dei venduti. Quindi il mercato resterà in maggioranza ad appannaggio delle Farmacie. Se l’art. n° 2 del ddl 1644 sarà approvato le farmacie potranno vendere i farmaci OTC e SOP + i farmaci fascia C (ricetta bianca) mentre continueranno ad avere l’esclusiva dei farmaci di facia A. Il mercato sarà ridotto di poco per ti titolari di farmacia….ma permetterà alle nostre aziende di sopravvivere.

· L' art. 2 del ddl n° 1644 è innovativo perchè sostituisce il binomio farmaco- farmacia al binomio moderno farmaco-farmacista esaltando, la professionalità e non la struttura (la farmacia)

· Con le proposte di Federfarma (cioè l’emendamento 2.200 BANTI) in tutta Italia si aprirebbero 78 farmacie! Altro che le 2200 promesse da Federfarma- Banti!

· Nella nostra regione con lo stesso criterio dell’emendamento Banti-Federfarma si aprirebbe 1 sola nuova farmacia!

CIOE’ IL PD STA’ APPROVANDO IN SENATO UNA RIFORMA-TRUFFA DELLA DISRTIBUZIONE DEI FARMACI A FAVORE DELLE LOBBY DEI RICCHI E PROTETTI TITOLARI DI FARMACIA E A DANNO DELLE PARAFARMACIE E DEI LIBERI FARMACISTI NON PROTETTI DA NESSUNO.

UNO SCANDALO INTOLLERABILE!

Per questo vi chiediamo uno scatto di dignità, di ribellione al consolidato alle lobbies che bloccano il nostro paese entro il 17 dicembre prossimo in senato sarà possibile proporre dei sub emendamenti alla proposta vergognosa di BANTI per questo

LE CHIEDIAMO

1) di appoggiare e favorire l’approvazione dell’art. n° 2 della ddl 1644 (in discussione lla commissione n° 10 industria dell Senato ) che concedano alle parafarmacie di vendere i farmaci di fascia C sottoponendole agli stessi controlli a cui sono poste le farmacie in modo che non ci siano differenze e tutti i professionisti/imprenditori siano alla pari.

2) in alternativa si faccia lei promotore (parli con i suoi colleghi della commissione industria del Senato) di un nuovo emendamento di compromesso che conceda la vendita alle parafarmacie dei farmaci di fascia C con alcune limitazioni relative alla natura di alcuni farmaci ( si veda allegato)

Confidiamo in una sua disponibilità alla continuazione dell’opera di liberalizzazione delle professioni già iniziata con il decreto Bersani 1


Infine le chiediamo di incontrarla urgentemente () per poterle illustrare la nostra proposta.

La rigraziamo fin da ora se vorrà ascoltarci.

Grazie

dott. Leonardo Marchitto

Portavoce ParaFarmaciaMarche

Blog: http://parafarmaciamarche.blogspot.com


Cordiali saluti


allegato 1

Sub-emendamento all’ emendamento BANTI n° 2.200

(Disposizioni in materia di farmacie e di classificazione di medicinali)

art 2 ddl 1644

Scopo: Proporre una proposta di compromesso (denominata “delisting rapido”) che consenta al processo di liberalizzazione nel settore farmaceutico di andare avanti, aumentando da subito la lista dei medicinali vendibili nelle parafarmacie. Esso eviterebbe il rischio che L’AIFA impieghi anni per delistare i molti farmaci dalla fascia C alla classificazione sop o otc.

Per iniziare e favorire l’operazione di delisting di farmaci a ricetta a quelli senza ricetta le parafarmacie sarebbero autorizzate a vendere da subito un certo numero di farmaci di fascia C (con ricetta) fino al loro definitivo delisting a farmaci senza ricetta.

La tipologia dei farmaci di fascia C, momentaneamente con ricetta da consentire alla vendita nelle parafarmacie è basata sul sistema internazionale di classificazione dei farmaci ATC (Anatomic Therapeutical Chemical Classification ) sistema riconosciuto a livello internazionale e gestito in Italia a cura del Ministero della Salute (riferimento Informatore Farmaceutico 2007)

Questo consentirebbe di aumentare le vendite di farmaci delle parafarmacie rendendo reali e non solo teoriche le liberalizzazioni in campo farmaceutico. Per la sua caratteristica di compromesso ha il pregio anche di accogliere le istanze di chi è “preoccupato” per la sicurezza nella dispensazione negli esercizi commerciali di farmaci particolarmente delicati come antitumorali, immunostimolanti, farmaci antimicrobici ecc.. (vedi allegato n°1 del documento)

Allegato 1

Art. 2.

(Disposizioni in materia di farmacie e di classificazione di medicinali)

1. omissis

2. omissis

3. omissis

4 omissis

5. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, e successivamente con cadenza annuale, l'Agenzia italiana del farmaco, sulla base dei dati di farmacovigilanza e della documentazione scientifica disponibile, nonché tenendo conto della classificazione dei medicinali ai fini della loro fornitura adottata in altri Paesi dell'Unione europea, sottopone a revisione l'elenco dei medicinali attualmente sottoposti al regime di vendita su prescrizione medica, individuando i medicinali di uso consolidato che possono essere utilizzati con sufficiente sicurezza dai cittadini senza necessità di prescrizione medica, e provvedendo alla conseguente modifica della loro classificazione ai fini della fornitura».

6. In prima istanza di applicazione del comma 5 del presente articolo, al fine di consentire un rapido passaggio di farmaci attualmente con ricetta medica a medicinali vendibili senza obbligo di prescrizione,negli esercizi commerciali di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, possono essere dispensati i medicinali di cui all’articolo 8, comma 10, lettera c), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni.

7. Sono esclusi dalla possibilità di vendita negli esercizi commerciali indicati nel comma precedente i medicinali riferibili alle categorie terapeutiche L (farmaci antineoplastici e immunomodulatori), J (antimicrobici generali uso sistemico), B (sangue e organi emopoietici) secondo la classificazione dei farmaci internazionale Anatomico Terapeutica Chimica (ATC, Anatomic Therapeutical Chemical Classification ) attualmente già gestita dal Ministero della Salute.

8. Negli esercizi commerciali di cui all’articolo 4, comma 1, lettere d), e) e f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, possono essere dispensati i medicinali, come prescritto dal comma 6 del presente articolo, nell’ambito di un apposito reparto delimitato, rispetto al resto dell’area commerciale, da strutture in grado di garantire l’inaccessibilità ai farmaci di cui all’articolo 8, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, da parte del pubblico e del personale non addetto, negli orari sia di apertura al pubblico sia di chiusura.

9. È abrogata ogni norma incompatibile con quanto disposto dal presente articolo.

martedì 11 dicembre 2007

Discussioni su fascia C sul Blog del Senatore Francesco Casoli

Questo è la risposta che ha dato sul suo blog il Senatore Casoli di Fabriano e componente della commissione Industria Senato leggete la risposta che ha dato...

Post inviato ad ottobre sul blog del senatore

Gentile Senatore,Sono un farmacista che dopo il decreto Bersani 1 ha avuto la possibilità di esercitare per la prima volta la professione per cui ho studiato e sono abilitato dallo stato a fare cioè: quella di farmacista ma solo per la vendita di farmaci senza ricetta, le ho già inviato una lettera a giugno scorso per spiegarle le mie ragioni e quelle di altri come me nella nostra regione che hanno avviato un loro esercizio farmaceutico/ parafarmacia.Con l'approssimarsi della discussione al Senato del ddl n° 1644 sulle liberalizzazioni purtroppo giungono notizie (non so quanto vere) di uno stralcio dell' art n° 2 (possibilità di vendita del farmaci di facia C,non mutuabili, anche nelle parafarmacie in presenza di un farmacista) dal ddl in questione per affrontarlo in un provvedimento separato..............bene io credo che questo sia un espediente per non decidere e per evitare che la questione venga affrontata in futuro.....cioè è un modo per garantire ai 17.000 titolari di Framacia (rispetto al 60.000 iscritti all'ordine dei farmacisti) una rendita garantita.....una cosa da paese incivile ed indegna!Ma la laurea la diamo ai muri della farmacia, o al professionista? Il medico può dirsi tale solo se possiede un ambulatorio o una clinica ? O è un medico a prescindere da una struttura. L' art. 2 del ddl 1644 è innovativo perche sostituisce il binomio farmaco- farmacia al binomio moderno farmaco-farmacista esaltando, la professionalità e non la struttura (la farmacia).Ora visto che sul suo sito parla di ASCOLTO come presupposto irrinunciabile per la sua attività politica le chiedo, anche a nome dei miei colleghi degli esercizi farmaceutici/parafarmacie delle Marche di appoggiare gli emendamenti proposti che concedano alle parafarmacie di vendere i farmaci di fascia C sottoponendole agli stessi controlli a cui sono poste le farmacie in modo che non ci siano differenze e tutti i professionisti/imprenditori siano alla pari.O in alternativa si faccia lei promotore di un nuovo emendamento di compromesso che conceda la vendita alle parafarmacie dei farmaci di fascia C con alcune limitazioni relative alla natura di alcuni farmaci per es. antitumorali e immunostimolanti.......(si veda allegato a questa lettera)Lei sa come so io ( siamo coetanei) che la nuova politica non sarà tra destra e sinistra ma tra la modernità e la conservazione....ed un imprenditore conservatore è un imprenditore finito.Mi piacerebbe incontrarla per spiegare le cose che non sono stato in grado di chiarire meglio, mi farebbe molto piacere.Cordiali salutidott. Leonardo Marchitto

Farmanext snc
Porto Recanati

Risposta del Senatore Casoli

Caro Dott. Marchitto,
condivido la sua tesi, essendo comunque conscio (come sono sicuro anche Lei) di una battaglia economica e di potere che questo tipo di liberalizzazione sta scatenando.E' indubbio che molte di quelle 17000 farmacie sono state pagate a caro prezzo, e che le stesse siano state valutate su un parametro di fatturato annuo.E' altrettanto ovvio che, passando l'articolo da lei citato, questo fatturato andrà a cambiare.Ma non è questo il problema, chi pensa una legge e ne prepara l'articolato deve riuscire ad ammortizzare gli effetti collaterali di questo tipo.Il vero problema è che, sembra, il governo ha fatto una gran marcia indietro e che sarà molto difficile portare avanti questo disegno.Io ricevo decine di email di sensibilizzazione ogni giorno su questo argomento.Mi sto facendo una mia idea.Se riuscissi ad incontrarla magari si potrebbe approfondire.Sono a disposizione, se mi scrive una mail a: francesco.casoli@senato.it organizziamo un contatto diretto.

Grazie per la sollecitazione

Saluti

Discussione del 5 dicembre 2007 Fascia C alla commissione Industria del Senato

Riportiamo la sintesi della discussione tenuta il 4-12-dicembre 2007 in commissione industria n° 10 del Senato a riguardo l’accantonamento ( che non vuol dire eliminazione ma guadagnare tempo per cercare di raggiungere un compromesso sull art. 2 ( Fascia C) ddl 1644 sulle liberalizzazioni

(1644) Misure per il cittadino consumatore e per agevolare le attivita' produttive e commerciali, nonche' interventi in settori di rilevanza nazionale, approvato dalla Camera dei deputati

Passando all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2, il sottosegretario BUBBICO ne chiede l'accantonamento.

Il relatore BANTI (PD-Ulivo) si associa, ricordando che sull' argomento è in atto una approfondita discussione con le parti interessate e l'accantonamento è finalizzato ad arrivare alla formulazione di un testo condiviso da sottoporre in votazione.

I senatori BORNACIN (AN), STEFANI (LNP) e POSSA (FI) si dichiarano contrari alla proposta di accantonamento, ritenendo preferibile passare alla votazione della proposta di stralcio dell'articolo 2.

Il senatore SANTINI (DCA-PRI-MPA) dichiara la propria contrarietà all'accantonamento ritenendo più opportuna la soppressione dell'articolo 2.

Il senatore ALLOCCA (RC-SE) manifesta il proprio consenso alla proposta di accantonamento.

Il senatore GIARETTA (PD-Ulivo) si dichiara favorevole all'accantonamento, ritenendo che vi siano ancora le condizioni affinchè la Commissione possa maturare un consenso sulla modifica dell'articolo 2, la cui attuale formulazione ha suscitato non poche perplessità tra le diverse forze politiche. Motiva quindi la propria posizione ricordando la rilevanza delle varie problematiche in materia: dalla inefficienza del sistema di concorsi pubblici per l'assegnazione della licenza di farmacia, alla necessità di preservare le funzioni di servizio pubblico svolte dalle farmacie, dall'esigenza di aprire il mercato anche al fine di contenere i rialzi dei prezzi, agli effetti positivi ottenuti con i primi provvedimenti di liberalizzazione in tema di farmaci. L'accantonamento permetterebbe quindi di tenere conto della concertazione in atto con le categorie interessate per arrivare ad un testo condiviso.

Il senatore POSSA (FI) ritiene che la maggioranza non può più rinviare il momento delle decisioni.

Il senatore CURSI (AN) si esprime a favore della proposta di stralcio ritenendo che la sede più idonea per un esame organico della materia sia la Commissione sanità alla quale, rende noto, è stato assegnato il disegno di legge n. 1817-vicies recante norme sulla prescrizione dei farmaci di fascia C. Dichiara quindi di fare proprio l'emendamento 2.1, recante la proposta di stralcio.

Il senatore PECORARO SCANIO (IU-Verdi-Com) ritiene sia preferibile accantonare l'articolo 2 poichè, a suo avviso, lo stralcio di tale disposizione vanificherebbe non solo tutto il lavoro svolto in questi mesi nella Commissione, ma anche la concertazione in atto con le categorie interessate. A tale proposito, rende noto che sono imminenti riunioni dei Gruppi di maggioranza, proprio per risolvere le delicate questioni sottese all'articolo 2.

Il senatore GALARDI (SDSE) si esprime a favore dell'accantonamento, ricordando che la Commissione, come metodo di lavoro, ha sempre accettato proposte in tal senso anche quando provenivano dall'opposizione. D'altronde, un temporaneo rinvio dell'esame dell'articolo 2, è solamente finalizzato a concedere un ulteriore periodo di riflessione, senza precludere le altre proposte alternative.

La senatrice NEGRI (Aut) si esprime a favore della proposta di accantonamento.

Il senatore MANINETTI (UDC) , ritiene assolutamente urgente la convocazione di un Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, per decidere il prosieguo dell'iter del provvedimento.

Il senatore PARAVIA (AN) , stigmatizzando l'atteggiamento ostruzionistico della maggioranza, sottolinea con forza la necessità di un chiarimento in sede di Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi.

Il senatore ADDUCE (PD-Ulivo) richiama la Commissione ad un maggiore senso di responsabilità, in considerazione della delicatezza delle questioni in esame, al fine di superare sterili contrapposizioni tra maggioranza e opposizione.

Il senatore ALLOCCA (RC-SE) ricordando la propria posizione critica sull'articolo 2, sottolinea la necessità che la Commissione discuta nel merito il problema per giungere ad una soluzione condivisa.

Il senatore BANTI (PD-Ulivo) , espresso rammarico per la contingente situazione di contrapposizione, ribadisce la propria posizione favorevole ad un temporaneo accantonamento delle proposte emendative riferite all'articolo 2, ricordando che, stante la natura eterogenea dell'articolato, esso non preclude l'esame degli altri articoli sui quali non sussistono pari difficoltà.

Il senatore GARRAFFA (PD-Ulivo) respinge le accuse di ostruzionismo mosse dall'opposizione.

Il presidente SCARABOSIO , atteso l'imminente inizio dei lavori dell'Assemblea, rimette la decisione sul prosieguo dell'iter del provvedimento all'Ufficio di Presidenza allargato ai rappresentanti dei Gruppi che si riunirà domattina alle ore 8,30 in luogo della Commissione plenaria, raccogliendo altresì l'orientamento favorevole dei Commissari a sconvocare anche l'odierna seduta notturna.

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

Rinviato a quando? Ad oggi ancora non sappiamo nulla , sappiamo che sono forti le pressioni di Federfarma di stralciare l’articolo mentre ParafarmaciaMArche, FEF ANPI stanno contattando senatori per portarli sulle nostre posizioni.

La7 si occupa di farmaci e di liberalizzazioni

Ieri sera (10 Dicembre 2007) l’emittente la7 nel programma di Ilaria D’amico EXIT dal tema IL BUSINESS DEI FARMACI si è occupata di liberalizzazioni e di fascia C, parte della famosa lenzuolata di Bersani, mostrando un filmato della manifestazione del 5 dicembre scorso e intervistando Pietro Marino della FEF (Federazione Esercizi Farmaceutici). Si è occupata inoltre di farmaci generici o meglio equivalenti.
In studio erano presenti. il giornalista Oliviero Beha, da sempre in prima linea in difesa dei consumatori, Carlo Rienzi presidente del Codacons, Achille Caputi, presidente della Società Italiana di Farmacologia, Emilio Stefanelli, vicepresidente Farmindustria, Annarosa Racca, presidente della FederFarma Lombardia, Mario Falconi, presidente Ordine Medici di Roma.

La trasmissione è stata interessante e a parte qualche sbavatura, ci ha definito grossolanamente ma credo non intenzionalmente “parafarmacisti”, ha messo in risalto l’assurdità delle resistenze di Federfarma lle liberalizzazioni relative alla fascia c.

Vedi il filmanto cliccando qui sotto oppure copiando l’indirizzo nella casella indirizzi di explorer:
http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=ILARIA_DAMICO_-_Exit_15&id=1477

lunedì 10 dicembre 2007

Perchè ParaFarmaciaMarche....chi siamo

Siamo un gruppo di titolari di Parafarmacie nelle Marche che vogliono uscire dall'isolamento dato che soli si perde....................... dopo le liberalizzazioni di Bersani, con la conseguente apertura di Parafarmacie da parte di molti farmacisti nela nostra regione, ci siamo resi conto che a aprte di telefonate a colleghi nella nostra stessa situazione c'è poco collegamento sostanzialmente per due motivi:
  • viviamo ogni giorno nei nostri esercizi commerciali sia perchè molti di noi non hanno sostituti
  • siamo preoccupati e dobbiamo far quadrare i conti dato che non siamo assistiti (dalle ricette mutuabili) come i nostri colleghi titolari di farmacia
  • siamo in genere scettici e diffidenti....troppe volte siamo stati buggerati dalle circostanze siamo diffidenti....per esperienza insomma....
Ora però qualcosa, con il decreto Bersani sulla liberalizzazione di vendita dei farmaci OTC e SOP, si muove....abbiamo rischiato ed investito nelle nostre aziende...molti di noi hanno impegnato molto liquidazioni, prestiti e siamo giustamente preoccupati..per questo occorre restare uniti, farsi coraggio per affrontare le battaglie e le lotte ( vendita in Parafarmacia di farmaci di Fascia C con ricetta medica, vendita di prodotti per celiaci, vendita di prodotti veterinari con ricetta ecc....) che dobbiamo fare pena la crisi delle nostre realtà commerciali.

Per questo dobbiamo farci sentire, dobbiamo avere un punto di facile accesso per informarsi e condividere informazioni che molte volte abbiamo per sentito dire, da venditori più o meno interessati ecc..., internet ci permette ora di avere informazioni facilmente condivisibili...... di fare facilmente questo......possiamo informarci ma anche comunicare inviando (postando) opinioni, impressioni domande ed esperienze, che se tetnute tra le nostre 4 mura non hanno valore ma che condivise possono essere utili ed essere fonte di riflessioni ma soprattutto di AZIONE...
Un'azione che per ParaFarmaciaMarche è soprattutto a livello regionale, ma che non esclude il nazionale siamo infatti in collegamento e collaboriamo con ANPI, MNLF e FEF.

Vi aspetto sul blog......ripeto potete postare esperienze e opinioni ma anche inviare una mail al nostro indirizzo internet
parafarmaciamarche@katamail.it

Per ora è tutto

Leo