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martedì 11 dicembre 2007

Farmaci di Fascia C: entro il 17 dic 2007: la presentazione di sub-emendamenti: un' ultima speranza?

DELISTING RAPIDO: Dalla discussione del 11 dic 2007 alla commissione industria Senato, una tenue speranza di sub emendamenti favorevoli alle parafarmacie? (da presentare entro il 17 dic 2007)
Possiamo ottenere ancora qualcosa specificando meglio il comma 5 dell ' emendamento presentato da Banti? (vedi in basso il comma 5)


Commento di ParaFarmaciaMarche: E' possibile attuare da subito la libera vendita, in attesa del "delisting" dell' AIFA per i medicinali di fascia C (in Italia con ricetta bianca) già venduti senza ricetta in altri paesi dell' Unione Europea ad es. dermatologici, per i colliri e gli antiacidi (inibitori di pompa protonica)?



Acquisito l'orientamento dei rappresentanti dei Gruppi, il presidente SCARABOSIO avverte che il termine per la presentazione di subemendamenti alle nuove proposte testè presentate dal Relatore nonché agli emendamenti presentati dal Governo nella precedente seduta, è fissato per lunedì 17 dicembre, alle ore 18.

2.200 (BANTI)

Il Relatore

Sostituire l'articolo con il seguente:

Art. 2.

(Disposizioni in materia di farmacie e di classificazione di medicinali)

1. omissis

2. omissis

3. omissis

4 omissis

5. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, e successivamente con cadenza annuale, l'Agenzia italiana del farmaco, sulla base dei dati di farmacovigilanza e della documentazione scientifica disponibile, nonché tenendo conto della classificazione dei medicinali ai fini della loro fornitura adottata in altri Paesi dell'Unione europea, sottopone a revisione l'elenco dei medicinali attualmente sottoposti al regime di vendita su prescrizione medica, individuando i medicinali di uso consolidato che possono essere utilizzati con sufficiente sicurezza dai cittadini senza necessità di prescrizione medica, e provvedendo alla conseguente modifica della loro classificazione ai fini della fornitura».

Discussioni su fascia C sul Blog del Senatore Francesco Casoli

Questo è la risposta che ha dato sul suo blog il Senatore Casoli di Fabriano e componente della commissione Industria Senato leggete la risposta che ha dato...

Post inviato ad ottobre sul blog del senatore

Gentile Senatore,Sono un farmacista che dopo il decreto Bersani 1 ha avuto la possibilità di esercitare per la prima volta la professione per cui ho studiato e sono abilitato dallo stato a fare cioè: quella di farmacista ma solo per la vendita di farmaci senza ricetta, le ho già inviato una lettera a giugno scorso per spiegarle le mie ragioni e quelle di altri come me nella nostra regione che hanno avviato un loro esercizio farmaceutico/ parafarmacia.Con l'approssimarsi della discussione al Senato del ddl n° 1644 sulle liberalizzazioni purtroppo giungono notizie (non so quanto vere) di uno stralcio dell' art n° 2 (possibilità di vendita del farmaci di facia C,non mutuabili, anche nelle parafarmacie in presenza di un farmacista) dal ddl in questione per affrontarlo in un provvedimento separato..............bene io credo che questo sia un espediente per non decidere e per evitare che la questione venga affrontata in futuro.....cioè è un modo per garantire ai 17.000 titolari di Framacia (rispetto al 60.000 iscritti all'ordine dei farmacisti) una rendita garantita.....una cosa da paese incivile ed indegna!Ma la laurea la diamo ai muri della farmacia, o al professionista? Il medico può dirsi tale solo se possiede un ambulatorio o una clinica ? O è un medico a prescindere da una struttura. L' art. 2 del ddl 1644 è innovativo perche sostituisce il binomio farmaco- farmacia al binomio moderno farmaco-farmacista esaltando, la professionalità e non la struttura (la farmacia).Ora visto che sul suo sito parla di ASCOLTO come presupposto irrinunciabile per la sua attività politica le chiedo, anche a nome dei miei colleghi degli esercizi farmaceutici/parafarmacie delle Marche di appoggiare gli emendamenti proposti che concedano alle parafarmacie di vendere i farmaci di fascia C sottoponendole agli stessi controlli a cui sono poste le farmacie in modo che non ci siano differenze e tutti i professionisti/imprenditori siano alla pari.O in alternativa si faccia lei promotore di un nuovo emendamento di compromesso che conceda la vendita alle parafarmacie dei farmaci di fascia C con alcune limitazioni relative alla natura di alcuni farmaci per es. antitumorali e immunostimolanti.......(si veda allegato a questa lettera)Lei sa come so io ( siamo coetanei) che la nuova politica non sarà tra destra e sinistra ma tra la modernità e la conservazione....ed un imprenditore conservatore è un imprenditore finito.Mi piacerebbe incontrarla per spiegare le cose che non sono stato in grado di chiarire meglio, mi farebbe molto piacere.Cordiali salutidott. Leonardo Marchitto

Farmanext snc
Porto Recanati

Risposta del Senatore Casoli

Caro Dott. Marchitto,
condivido la sua tesi, essendo comunque conscio (come sono sicuro anche Lei) di una battaglia economica e di potere che questo tipo di liberalizzazione sta scatenando.E' indubbio che molte di quelle 17000 farmacie sono state pagate a caro prezzo, e che le stesse siano state valutate su un parametro di fatturato annuo.E' altrettanto ovvio che, passando l'articolo da lei citato, questo fatturato andrà a cambiare.Ma non è questo il problema, chi pensa una legge e ne prepara l'articolato deve riuscire ad ammortizzare gli effetti collaterali di questo tipo.Il vero problema è che, sembra, il governo ha fatto una gran marcia indietro e che sarà molto difficile portare avanti questo disegno.Io ricevo decine di email di sensibilizzazione ogni giorno su questo argomento.Mi sto facendo una mia idea.Se riuscissi ad incontrarla magari si potrebbe approfondire.Sono a disposizione, se mi scrive una mail a: francesco.casoli@senato.it organizziamo un contatto diretto.

Grazie per la sollecitazione

Saluti

lunedì 10 dicembre 2007

Fascia C: una proposta di compromesso di ParaFarmaciaMarche

Noi Tutti siamo per la Fascia C "intera"(cioè per tutte le ricette ripetibili e non ripetibili ma abbiamo elaborato una proposta di compromesso, al fine comunque di ottenere un risultao anche parziale sulla lotta per la fascia C e cioè concedere alle parafarmacia la vendita dei farmaci fascia C con la sola ricetta medica ripetibile.....sarebbe una cosa parziale...ma sempre un passo avanti.
E' stata proposta e inviata ai senatori della commissione industria del Senato...


Emendamento “Dispensazione medicinali”

art 2 disegno di legge Senato n° 1644

Allegato 1

All’ art 2 del DDL Senato n° 1644 è aggiunto il seguente comma:

……………..

3.1 Sono esclusi dalla possibilità di vendita negli esercizi commerciali indicati nel comma precedente i medicinali dispensabili con ricetta medica da rinnovare volta per volta di cui all’art. 89 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219

L’articolo n° 2 in questione risulterebbe così modificato:

Art. 2.

(Dispensazione dei medicinali
esclusi dall’assistenza farmaceutica)

1. La dispensazione al pubblico dei medicinali comunque classificati è riservata in via esclusiva al farmacista, ai sensi dell’articolo 122 del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265.

2. La dispensazione dei medicinali prescritti dal medico su ricettario del Servizio sanitario nazionale (SSN) è effettuabile esclusivamente nell’ambito delle farmacie convenzionate con il SSN, di cui all’articolo 28 della legge 23 dicembre 1978, n. 833. Sono ritenute farmacie convenzionate le sole farmacie autorizzate dall’autorità sanitaria competente per territorio, ai sensi dell’articolo 1 della legge 2 aprile 1968, n. 475, e successive modificazioni, dell’articolo 104 del citato testo unico di cui al regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, nonché degli articoli 4 e 5 della legge 8 novembre 1991, n. 362.
3. Negli esercizi commerciali di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, possono essere dispensati i medicinali di cui all’articolo 8, comma 10, lettera c), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, fatto salvo quanto disposto dai commi 1 e 2 del presente articolo.

3.1 Sono esclusi dalla possibilità di vendita negli esercizi commerciali indicati nel comma precedente i medicinali dispensabili con ricetta medica da rinnovare volta per volta di cui all’art. 89 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219

4. Negli esercizi commerciali di cui all’articolo 4, comma 1, lettere d), e) e f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, possono essere dispensati i medicinali, come prescritto dal comma 3 del presente articolo, nell’ambito di un apposito reparto delimitato, rispetto al resto dell’area commerciale, da strutture in grado di garantire l’inaccessibilità ai farmaci di cui all’articolo 8, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, da parte del pubblico e del personale non addetto, negli orari sia di apertura al pubblico sia di chiusura.

5. È abrogata ogni norma incompatibile con quanto disposto dal presente articolo.

Fascia C: lettera di ParaFarmaciaMarche ai Senatori in risposta alle propste Federfarma

Lettera Inviata al presiedente Scarabosio e ai componenti della Commissione n° 10 Industria Senato . Risposta e Commenti a Siri sulle Proposte Federfarma per eliminiazione art n° 2 ddl 1644.In pratica evitare che alla parafarmacie sia consentita la vendita di farmaci di fascia c con ricetta.......

Porto Recanati 08/12/07

Illustre Senatore
Aldo Scarabosio
Presidente

Illustri Senatori
Componenti

X Commissione Industria,
Commercio, Turismo

Senato della Repubblica

Illustre Presidente, Illustri Senatori,


Il presidente di Federfarma dott. Siri vi ha inviato una lettera a riguardo della fattibilità dell’ipotesi di affidare all’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) il compito di eliminare l’obbligo di ricetta medica su alcuni farmaci di fascia C (a ricetta bianca per intenderci) di uso consolidato in modo da consentire la vendita nelle parafarmacie indipendenti e quelle dei supermercati. Questa proposta detta di “de listing” sommata alle altre (riduzione del quorum da 4000 a 3800 , farmacie nei grandi centri commerciali ecc..) dovrebbe evitare, secondo il punto di vista di Federfarma la concessione della possibilità di vendita dei farmaci di fascia C con ricetta anche alle Parafarmacie.

Tale operazione, è una delle proposte di Federfarma e del Tavolo sul Farmaco a cui sono state ostinatamente tenute fuori le associazioni referenti delle parafarmacie (es. ANPI e FEF e dei liberi farmacisti) quindi tale tavolo non risulta rappresentativo di tutte le realtà della categoria.

Ma vediamo in dettaglio la proposta, riporterò le argomentazioni portate da Federfarma e le considerazioni di noi titolari di Parafarmacie delle Marche ma che sono condivise dalle altre associazioni di parafarmacie (es. ANPI e FEF) e dei farmacisti non titolari. Il più delle volte sotto la parvenza di argomentazioni e di sicurezza , vengono fuori delle proposte poco applicabili oppure di scarsa influenza rispetto ad uno status quo che i titolari di farmacia (17000 su 55000 non titolari iscritti agli ordini) difendono con ogni mezzo.

1) argomentazione Federfarma: “Il delisting potrebbe essere applicato, senza creare particolari rischi per gli utenti, a farmaci per il trattamento di dermatosi allergiche o infiammatorie, vitaminici, analgesici e lassativi, per un fatturato complessivo annuo di circa 500 milioni di euro, a fronte di una spesa per farmaci di fascia C con obbligo di ricetta medica pari attualmente a circa 3.000 milioni di euro. La categoria dei farmaci senza obbligo di ricetta medica, che ha un fatturato di circa 2.000 milioni di euro condiviso da farmacie ed esercizi alternativi, verrebbe incrementata del: 25%.” Tali farmaci verrebbero de-classificati a farmaci senza obbligo di ricetta medica (con un’operazione cosiddetta di delisting), in linea con quanto avviene già oggi negli altri Paesi europei, nei quali l’elenco di medicinali che non necessitano di ricetta medica è più ampio di quello italiano.

Considerazioni dei titolari di parafarmacia: la proposta risulta poco fattibile in tempi brevi dato che L’ AIFA dovrebbe esaminare la documentazione di sicurezza tossicologica e di farmacovigilanza post-marketing di una moltissimi medicnali aggravando il lavoro già gravoso dell’agenzia stessa. Inoltre la proposta risulta poco fattibile in sé in quanto non è detto che dopo tale esame l’Agenzia declassi il medicinale oggi in fascia C.

Risultato probabile: pochissimi farmaci verrebbero declassati e soprattutto dopo almeno 2-3 anni, cioè si rimanderebbe di fatto l’effetto di liberalizzazione del mercato dei farmaci di fascia C

2) argomentazione di Federfarma : La categoria dei farmaci senza obbligo di ricetta medica, che ha un fatturato di circa 2.000 milioni di euro condiviso da farmacie ed esercizi alternativi, verrebbe incrementata del 25%.Ma soprattutto, aumentando il numero dei medicinali senza obbligo di ricetta medica, si amplierebbe la gamma di medicinali sui quali è possibile praticare sconti, a tutto vantaggio dei cittadini che oggi si trovano a dover fare i conti con aumenti di prezzi e tariffe in vari altri settori (alimentari, benzina, assicurazioni, mutui). Ipotizzando una riduzione di prezzo del 20% per i medicinali oggetto di delisting, si determinerebbe un risparmio per i cittadini di circa 100 milioni di euro l’anno.

Considerazioni dei titolari di parafarmacia l’operazione invocata di “delisting” è in genere richiesta dalle case farmaceutiche alle autorità regolatorie e anche qui lo Stato non può costringere un azienda a obbligare ad una “declassificazione” di un medicinale

Risultato probabile: pochissimi farmaci verrebbero declassati (vedi sopra) e dopo molto tempo quindi sarebbero pochi i farmaci su cui sarebbe possibile fare sconti. Si svuoterebbe di fatto l’operazione calmierante sui prezzi delle liberalizzazioni.

3) considerazione Federfarma: Per tali farmaci (fascia C), inoltre, è previsto l’obbligo per il farmacista di informare il paziente dell’esistenza di farmaci equivalenti/generici, cioè con lo stesso principio attivo, meno costosi. Il ricorso a tale soluzione ha fatto sì che, per vari medicinali, tra i quali un noto ansiolitico come il Tavor, le vendite di medicinali equivalenti/generici abbiano superato quelle della specialità medicinale di marca, con risparmi per i cittadini fino al 40% del prezzo.

Considerazioni dei titolari di parafarmacia: anche i colleghi farmacisti presenti obbligatoriamente nelle Parafarmacie e corner parafarmacia dei supermercati sono farmacisti e quindi obbligati ad informare il paziente, basta specificarlo ulteriormente nell’art. 2 del ddl 1644 sulle liberalizzazioni.

4) Considerazione Federfarma: …….. del pacchetto di proposte alternative all’articolo 2 del DDL Bersani-ter AS 1644 (vendita di farmaci con ricetta in esercizi diversi dalle farmacie), elaborate dal tavolo tecnico sul servizio farmaceutico, istituito dal Ministro della salute Livia Turco. Il tavolo – mi permetto di ricordare - ha individuato una serie di interventi che, in estrema sintesi, consentirebbero di assegnare in tempi brevi circa 2.200 farmacie a farmacisti non titolari, garantire un servizio ancora più capillare e rendere più flessibili gli orari di apertura delle farmacie

Considerazioni dei titolari di parafarmacia: vediamo punto per punto le proposte fatte per favorire l’apertura di 2200 farmacie

q Proposta 1 Federfarma: Riduzione del numero di abitanti necessario per l'apertura di una farmacia. Oggi la legge prevede l'apertura di una farmacia ogni 5.000 abitanti nei comuni con meno di 12.500 abitanti e di una farmacia ogni 4.000 abitanti nei Comuni con più di 12.500 abitanti. Il tavolo propone di consentire in tutti i Comuni (indipendentemente dal numero dei residenti) l'apertura di una farmacia ogni 3.800 abitanti. .
Possibilità di aprire una farmacia anche senza rispettare il requisito del numero minimo di abitanti, nel caso la farmacia più vicina sia difficilmente raggiungibile

NOTA 1 chi e come si definisce difficilmente raggiungibile una farmacia? Sarà definita nella fantomatica legge? La noma è fumo negli occhi, pubblicità per bloccare le liberalizzarioni è poco o scarsamente applicabile. Il tutto finirebbe in ricorsi e contro- ricorsi alla magistatura amministrativa e visto i tempi della giustizia in Italia il tutto sarebbe bloccato.. Quale vantaggio avrebbe il cittadino da questa “riforma”? La speranza teorica di avere qualche farmacia , ma di fatto niente in pratica se si considera anche il criterio della distanza almeno 1500 metri).

Proposta 2 Federfarma: Possibilità di garantire il servizio farmaceutico, nei piccolissimi centri, dove una farmacia non potrebbe sopravvivere tramite l'apertura di un dispensario farmaceutico, cioè di una piccola succursale della farmacia più vicina;

NOTA 2: ma questo è gia possibile con l’attuale normativa quindi questo punto è solo pubblicità per il pubblico, l’insistere su tale punto evidenzia che l’attuale legge non riesce a far aprire farmacie e favorisca il pubblico perché i titolari vogliono preservare il loro spazio commerciale

Proposta 3 Federfarma: Apertura di farmacie negli aeroporti, nelle principali stazioni ferroviarie e nei grandi snodi autostradali;

NOTA 3: anche qui norma ambigua si parla di tutti gli aereoportii? Quali sono le principali stazioni? Come e chi le definisce? La fantomatica riforma? Per grandi stazioni ferroviarie si intendono Roma, Milano, Torino, Napoli? Se si probabilmente è già così quindi a che serve la noma? Le farmacie già ci sono. Si parla in tutte le stazioni capoluogo di provincia o di regione? Il restare nel vago è il modo migliore per non fare niente

Proposta 4 Federfarma : Apertura di farmacie nei grandi centri commerciali;

NOTA 4: Come si definiscono i grandi centri commerciali? La superficie? E poi perchè no a quelli di minore grandezza ? Questa è una norma che crollerebbe un minuto dopo basta fare un ricorso alla commissione Antitrust. Anche qui ricorsi e vagezza di proposte

proposta 6 Federfarma: Snellimento delle modalità di assegnazione delle 2.000-2.200 nuove farmacie. Oggi, la legge prevede una procedura complessa basata su un concorso per titoli ed esami; in molte Regioni i concorsi vengono bloccati da lungaggini burocratiche e da ricorsi.

NOTA 5: questa è la prova provata che il sistema attuale non funziona e non funzionerà neppure con questa finta riforma…..i concorsi non si fanno quseta è la realtà….e non si fanno perché chi ha la farmacia difende con i denti il proprio territorio commerciale , cioè la sede farmaceutica

proposta 7 Federfarma: Il tavolo propone di introdurre un metodo di assegnazione basato solo sui titoli dei candidati. Il primo concorso, dopo l'entrata in vigore della nuova normativa, verrebbe riservato esclusivamente ai farmacisti non titolari e ai farmacisti rurali sussidiati (cioè ai titolari di farmacie situate nei centri con meno di 3.000 abitanti). Non parteciperebbero al concorso, facendo quindi un passo indietro, i titolari di farmacie urbane, e anche i comuni rinuncerebbero a esercitare il diritto (oggi previsto dalla legge) di acquisire direttamente la metà delle farmacie disponibili.

NOTA 6: questo è il capolavoro della “tecnica cambiare tutto perché nulla cambi” del fumo negli occhi…che fondamento giuridico ha la norma che prevede di escludere da un concorso un professionista? Su quali basi? E' Anticostituzionale! I tribunali sarebbero invasi da una marea di ulteriori ricorsi, di fatto in mano agli stessi titolari che la userebbero come arma di blocco corporativo….in breve dopo qualche mese tutto si arenerebbe come succede ora…..è la pianta organica che blocca il tutto

q Infine una considerazione finale all’affermazione di Federfarma "Il nuovo Codice dei medicinali, approvato qualche giorno fa dal Consiglio dei ministri, prevede che il ministero della salute individui in quali casi il farmacista possa consegnare un farmaco in assenza di prescrizione. Tale norma e’ applicabile senza rischi in farmacia, dove il paziente e’ conosciuto a tutto tondo, nelle patologie di cui soffre e nei farmaci prescritti dal medico di famiglia; non sarebbe, invece, applicabile con altrettanta sicurezza in una parafarmacia dove, a parità di preparazione professionale, il farmacista non puo’ conoscere gli altri farmaci assunti dal paziente e prescritti dal medico.

q NOTA: Nelle Parafarmacie, per obbligo di legge, è sempre presente un Farmacista laureato e abilitato alla professione come per i colleghi titolari di Farmacia. Risulta difficile capire però come mai magicamente in Parafarmacia il farmacista non puo’ conoscere gli altri farmaci assunti dal paziente e prescritti dal medico e in Farmacia si! Su quali basi? Il luogo Farmacia rende il farmacista capace di leggere nella mente dei pazienti? Cosa preclusa ai farmacisti operanti in tali strutture? La laurea in farmacia la diamo ai muri o alle persone che hanno studiato?

Speriamo di avervi dato ulteriori spunti per una valutazione imparziale per l’approvazione dell’ art 2 del ddl 1644. Inoltre siamo disponibili anche ad un compromesso(vedi il successivo punto 2)

Per questo le Chiediamo:

1)di appoggiare e favorire l’approvazione dell’art. n° 2 della ddl 1644 (in discussione lla commissione n° 10 industria dell Senato ) che concedano alle parafarmacie di vendere i farmaci di fascia C sottoponendole agli stessi controlli a cui sono poste le farmacie in modo che non ci siano differenze e tutti i professionisti/imprenditori siano alla pari.

2) in alternativa si faccia lei promotore (parli con i suoi colleghi della commissione industria del Senato) di un nuovo emendamento di compromesso che conceda la vendita alle parafarmacie dei farmaci di fascia C con alcune limitazioni relative alla natura di alcuni farmaci es. permettendo la vendita ai soli farmaci con ricetta ripetibile

Confidiamo in una sua disponibilità alla continuazione dell’opera di liberalizzazione delle professioni già iniziata con il decreto Bersani 1

La rigraziamo fin da ora se vorrà ascoltarci.

Grazie e cordiali saluti

dott. Leonardo Marchitto


Portavoce ParafarmaciaMarche

Fascia C ..una lettera di ParaFarmaciaMarche ai Senatori della commissione Industria

Questo è il testo della lettera inviata ai senatori della Commissione n° 10 - Industria del Senato per chiedere l'appoggio alla Fascia C

PORTO RECANATI 08/12/07

Gentile Senatore,

Sono il dott. Leonardo Marchitto portavoce di un gruppo di farmacisti marchigiani, titolari di una Parafarmacia che dopo il decreto Bersani ha avuto la possibilità di esercitare per la prima volta la professione per cui ha studiato e siamo stati abilitati dallo Stato a fare cioè: quella di farmacista ma solo per la vendita di farmaci senza ricetta (SOP e OTC).

Le Parafarmacie sono già una realtà ben presente (in tutta Italia circa 1400) nella nostra regione io personalemnte ho la mia attività a Porto Recanati ma i miei colleghi sono presenti nelle seguenti città marchigiane:

Macerata, Porto Recanati, Fermo, San Benedetto del Tronto, Porto San Giorgio, Castelfidardo, Camerino, Cupra Marittima, Castel di Lama,Pesaro, Fano, Grottammare, Comunanza, Ascoli Piceno, Montecosaro, Matelica, Corridonia, Monte San Giusto, Camerano, Jesi, Chiaravalle, Fermignano, Cagli, ecc...

Attualmente nelle nostre Parafarmacie, in presenza di un farmacista laureato, abilitato e iscritto all'ordine come in quelle di tutta Italia, sono dispensati i farmaci che non hanno bisogno di ricetta medica.

Recentemente è presente all'attenzione della Commissione Industria e attività produttive del Senato il ddl n° ddl 1644 (provvedimento sulle liberalizzazioni già approvato alla Camera) che all'articolo 2 propone di permettere la vendita dei farmaci di fascia C (cioè i farmaci prescritti dal Medico ma che il cittadino paga di tasca propria, la ricetta bianca per intenderci) anche alle Parafarmacie.

Questo ha generato molte critiche ovviamante da parte dei titolari di farmacie (Federfarma) e purtoppo anche dalla FOFI (federazione degli ordini dei farmacisti che dovrebbe difendere tutti gli iscritti e non solo i titolari di farmacia) si è parlato di provvedimento liberista perchè consente la vendita di medicinali anche ai supermercati , di sconsideratezze ec...

noi non la pensiamo così e vorremmo farle notare le seguenti cose:

· nelle nostre parafarmacie (come in tutte quelle italiane) sono presenti professionisti laureati e abilitati dallo Stato a fare la professione di Farmacista. Molti di questi già dipendenti di farmacie private nelle quali dispensavano ogni tipo di medicinale. Perchè ora in un'attività propria non potrebbero dispesare medicinali di fascia C (ricetta bianca)? La laurea la diamo ai muri della farmacia o al professionista? Il medico è medico perchè ha la laurea o perchè è proprietario di uno studio medico?

· le parafarmacie indipendenti ( ciè quelle non legate a supermercati in cui però è sempre presente un collega farmacista) sono circa 1200 delle 1400 totali, quindi stiamo parlando per la maggior parte di piccole attività commerciali non di mega gruppi anonimi.

· La quota di farmaci di fascia C è solo il 15 % del totale dei farmaci venduti mentre i farmaci di fascia A ( cioè i medicinali mutuabili) sono il 50 % del totale dei venduti. Quindi il mercato resterà in maggioranza ad appannaggio delle Farmacie. Se l’art. n° 2 del ddl 1644 sarà approvato le farmacie potranno vendere i farmaci OTC e SOP + i farmaci fascia C (ricetta bianca) mentre continueranno ad avere l’esclusiva dei farmaci di facia A. Il mercato sarà ridotto di poco per ti titolari di farmacia….ma permetterà alle nostre aziende di sopravvivere.

· L' art. 2 del ddl n° 1644 è innovativo perche sostituisce il binomio farmaco-farmacia al binomio moderno farmaco-farmacista esaltando, la professionalità e non la struttura (la farmacia)

occorre affrontare il problema adesso e non invece come qualcuno propone di rinviare o abolire l'articolo 2 (alcuni politici vicini a Federfarma) crediamo che questo sia un espediente per non decidere e per evitare che la questione venga affrontata in futuro.....cioè è un modo per garantire ai 17.000 titolari di Farmacia (rispetto al 60.000 iscritti all'ordine dei farmacisti) una rendita garantita.....una cosa da paese incivile ed indegna!

LE CHIEDIAMO

1)di appoggiare e favorire l’approvazione dell’art. n° 2 della ddl 1644 (in discussione lla commissione n° 10 industria dell Senato ) che concedano alle parafarmacie di vendere i farmaci di fascia C sottoponendole agli stessi controlli a cui sono poste le farmacie in modo che non ci siano differenze e tutti i professionisti/imprenditori siano alla pari.

2) in alternativa si faccia lei promotore (parli con i suoi colleghi della commissione industria del Senato) di un nuovo emendamento di compromesso che conceda la vendita alle parafarmacie dei farmaci di fascia C con alcune limitazioni relative alla natura di alcuni farmaci es. permettendo la vendita ai soli farmaci con ricetta ripetibile ( si veda allegato)

Confidiamo in una sua disponibilità alla continuazione dell’opera di liberalizzazione delle professioni già iniziata con il decreto Bersani 1

Infine le chiediamo di incontrarla urgentemente ( dell'articolo 2 si parlerà in commissione nella prossima settimana) per poterle illustrare la nostra proposta.

La rigraziamo fin da ora se vorrà ascoltarci.

Grazie e Cordiali saluti

dott. Leonardo Marchitto