mercoledì 11 giugno 2008

Corner GDO senza farmacista:ma i grossi marchi OTC (brand) sarebbero tranquilli?

Vorrei completare le argomentazioni relative al rischio che correrebbero i corner farma della GDO se accordandosi con Federfarma (con la benedizione del ministro del Walfare) eliminassero completamente la presenza del farmacista.
In un mio commento precedente indicavo che ” 2) renderebbe poco appetibile per le aziende con i brand più importanti (che costano molto in pubblicità) la vendita in uno scaffale di supermercato del loro prodotti”Chi tra i grossi brand degli OTC è disposto a correre il rischio di leggere sui giornali “…..ricoverato in ospedale per una intossicazione causata dopo ingestione di 4 compresse di XXXX preso nello scaffale del del supermercato ….” credo che nessun brand manager ha intenzione di leggere tale titolo o articolo su di un qualsiasi giornale o sito web relativo ad un brand che gestisce: l’uso sbagliato di un prodotto rischia di screditare il marchio anche ingiustamente…ma è così purtroppo. (i riferimenti a marchi americani e inglesi, con intossicazioni da uso sbagliato da OTC sono presenti nella letteratura internazionale).
Molte aziende di OTC sarebbero tentate da una distribuzione selettiva solo su punti vendita con personale qualificato è per evitare questo rischio (alla GDO e aziende di OTC) che la presenza del farmacista nel corner conviene alla GDO.Domandiamoci questo e rispondiamo onestamente: il decollo dei corner e delle parafarmacie ci sarebbe potuto essere se non ci fosse stato il farmacista? Io dico di no.Ripeto tutto può essere adattato e aggiornato in base ad esigenze aziendali ma la presenza del farmacista supervisore conviene economicamente a tutti aziende punti vendita e pubblico.

Corner e parafarmacie senza farmacista: i rischi dei consumatori e della GDO e i Silenzi della FOFI

L'ANIFA (Associazione di aziende produtrici farmaci da Banco) ha recentemente pubblicato dati che stà lentamente aumentando - sia in termini nominali che di peso di mercato - il canale di vendita alternativo alle farmacie per farmaci senza obbligo di ricetta, quello costituito dalle cosiddette ‘parafarmacie’ e dai ‘corner’ nei supermercati. Secondo i dati riportati nell’ultimo bollettino ANIFA, negli ultimi tre mesi dell’ anno 2007, le vendite di OTC e SOP nelle parafarmacie e corner GDO è salito al 4,8% rispetto al circa 3% del primi mesi dello stesso anno.
Questi dati mostrano che la riforma Bersani (cioè liberalizzazione dei punti vendita ma con la presenza del farmacista) è la stada giusta occorre solo del tempo per consolidare il risultato.
Al contrario la recente (5 giugno 2008) proposta del Ministro del Welfare (no alla facia C, cioè ricetta bianca, alle parafarmacie/corner) ma si alla vendita dei faramaci da banco senza il farmacista rischia di essere per il settore “ GDO e parafarmacie” una polpetta avvelenata e cioè:
1) ripropone una vecchia proposta dei titolari di farmacia: vendita senza farmacista di una limitata lista di farmaci da banco pur di evitare l’uscita di tutti gli OTC e SOP fuori della farmacia
2) renderebbe poco appetibile per le aziende con i brand più importanti (che costano molto in pubblicità) la vendita in uno scaffale di supermercato del loro prodotti.
3) E’ molto probabile che i SOP (a libera vendita ma che non possono essere pubblicizzati) escano di fatto dal circuito GDO/parafarmacie infatti molte aziende di OTC sarebbero tentate da una distribuzione selettiva solo su punti vendita con personale qualificato è per evitare questo rischio (alla ditribuzione e alle aziende di OTC) che la presenza del farmacista nel corner conviene alla GDO.
4) Contestualmente al punto 3) blocco dell’operazione di “delisting” (eliminazione dell’obbligo di ricetta per alcuni farmaci attualmente a prescrizione ) già decisa al Senato nella scorsa legislatura.
5) Legato al punto 4) riduzione della fonte di nuovi farmaci/redditività dei punti vendita a fronte di un guadagno immediato (mancanza del farmacista)

In sintesi, Il mercato dei farmaci (anche se da banco) è sempre un mercato particolare, le persone si aspettano sempre un consiglio ( lo fanno anche per gli integratori e cosmetici particolari) e sarebbe un suicidio di marketing non sfruttare la competenza del farmacista in tal senso.
Forse la presenza continua del farmacista sul punto vendita può essere opportunamente rimodulata secondo particolari esigenze aziendali, ma la sua mancanza rischia di essere la Caporetto di una reale liberalizzazione del settore dei farmaci da banco in Italia.
Infine una considerazione semplice: come mai la FOFI sempre pronta a difendere i titolari di di farmacia Federfarma ora resta in silenzio...i farmacisti delle parafarmacie e GDO sono meno farmacisti dei titolari?
Che ci sia qualche accordo....?
Mah!

Leonardo Marchitto

giovedì 13 dicembre 2007

Lettera di ParaFarmaciaMArche ai "capi "del Partito Democratico

Lettera inviata ai "Capi" del Partito Democratico per mostrate la profonda delusione dei liberi farmacisti difronte all'emendamento Banti-Federfarma


Al Segretario del Partito Democratico Walter Veltroni,

a Rosy Bindi

a Enrico Letta

a Romano Prodi

a Luigi Bersani

a Dario Franceschini

al Segretario Regionale Marche del PD

PORTO RECANATI 13/12/07

Gentile Segretario nazionale e regionale, e “capi” del Partito Democratico,

C’è una categoria oggi quella dei liberi farmacisti (cioè farmacisti che non proprietari di farmacia) che è profondamente delusa dal comportamento di ministri e senatori che appartengono al vostro partito che è nato suscitando grosse speranze, di essere più liberi, più eguali, con stesse opportunità di lavoro e di esprimere la propria professionalità cosa sottolineata da tutti nel PD alla nascita, ma che poi nei fatti nella pratica quotidiana porta a difendere gli interessi consolidati, i modi da vecchia politica, proteggere gli interessi di potenti lobby……..insomma del tutto come prima.

NON C’E’ ERRORE PIU’ GRANDE PER UN POLITICO RIFORMATORE CHE SUSCITARE SPERANZE CHE NON VENGONO MANTENUTE. DOV’E AL NUOVA STAGIONE?

Ora cercherò di spiegare i motivi di questa disillusione e direi disperazione.

Mi presento sono il dott. Leonardo Marchitto portavoce di un gruppo di farmacisti marchigiani, titolari di una Parafarmacia che dopo il decreto Bersani ha avuto la possibilità di esercitare per la prima volta la professione per cui ha studiato e siamo stati abilitati dallo Stato a fare cioè: quella di farmacista ma solo per la vendita di farmaci senza ricetta (SOP e OTC).

Le Parafarmacie sono già una realtà ben presente (in tutta Italia circa 1400) nella nostra regione io personalmente ho la mia attività a Porto Recanati ma i miei colleghi sono presenti nelle seguenti città marchigiane:

Macerata, Porto Recanati, Fermo, San Benedetto del Tronto, Porto San Giorgio, Castelfidardo, Camerino, Cupra Marittima, Castel di Lama,Pesaro, Fano, Grottammare, Comunanza, Ascoli Piceno, Montecosaro, Matelica, Corridonia, Monte San Giusto, Camerano, Jesi, Chiaravalle, Fermignano, Cagli, ecc...

Attualmente nelle nostre Parafarmacie, in presenza di un farmacista laureato, abilitato e iscritto all'ordine come in quelle di tutta Italia, sono dispensati i farmaci che non hanno bisogno di ricetta medica.

Recentemente è presente all'attenzione della Commissione Industria e attività produttive del Senato il ddl n° ddl 1644 (provvedimento sulle liberalizzazioni già approvato alla Camera) che all'articolo 2 propone di permettere la vendita dei farmaci di fascia C (cioè i farmaci prescritti dal Medico ma che il cittadino paga di tasca propria, la ricetta bianca per intenderci) anche alle Parafarmacie in presenza di un farmacista.

Se questo provvedimento che sappiamo appoggiato dal ministro Bersani e dal sottosegretario Bubbico fosse stato approvato anche dalla Commissione Industria del senato ci avrebbe fatto capire che finalmente in Italia c’era una forza politica che voleva cambiare qualcosa, dare una scossa alle lobby agli interessi consolidati nel campo della distribuzione dei farmaci quelli dei titolari di farmacia rappresentati da Federfarma e dalle associazioni delle farmacie comunali

PURTROPPO NON E’ ANDATA COSI’ Il MINISTRO TURCO (PD) SI E’ DETTA SEMPRE “CONTRARISSIMA” AL PROVVEDIMENTO DI LIBERALIZZAZIONI INOLTRE L’11 DICEMBRE IN COMMISSIONE INDUSTRIA DEL SENATO I SENATORI BANTI ( PD E RELATORE) E GIARETTA SI SONO DETTI FAVOREVOLI A PROPOSTE CHE DI FATTO ACCETTANO QUELLE DI FEDERFARMA SOLO QUELLE DI UNA PARTE, LE RAPPRESENTANZE DELLE PARAFARMACIE NON SONO MAI STATE INVITATE A DICUTERE NEL COSIDDETTO “TAVOLO SUL FARMACO”

L’EMENDAMENTO BANTI N° 2.200 E’ STATO SCRITTO SOTTO DETTATURA DI FEDERFARMA , LA POLITICA CONCRETA DEL PD E’ QUELLA DI DIFENDERE LE LOBBY ALTRO CHE LIBERALIZZAZIONI UGUAGLIANZA DI OPPORTUNITA’, TUTTI CITTADINI UGUALI SONO SOLO SPOT PUBBLICITARI……MA A FARE GLI SPOT E’ PIU’ BRAVO BERLUSCONI

Siamo delusi da questo comportamento, direi disperati da una situazione bloccata : chi ci diceva siamo con voi, con un nuovo modo di vedere la vita e la politica cci ha preso in giro perché non ha ascolatato le nostre semplici e giuste ragioni che spiego in breve:

vorremmo farle notare le seguenti cose:

· nelle nostre parafarmacie (come in tutte quelle italiane) sono presenti professionisti laureati e abilitati dallo Stato a fare la professione di Farmacista. Molti di questi già dipendenti di farmacie private nelle quali dispensavano ogni tipo di medicinale. Perchè ora in un'attività propria non potrebbero dispensare medicinali di fascia C (ricetta bianca)? La laurea la diamo ai muri della farmacia o al professionista? Il medico è medico perchè ha la laurea o perchè è proprietario di uno studio medico?

· le parafarmacie indipendenti ( ciè quelle non legate a supermercati in cui però è sempre presente un collega farmacista) sono circa 1200 delle 1400 totali, quindi stiamo parlando per la maggior parte di piccole attività commerciali non di mega gruppi anonimi.

· La quota di farmaci di fascia C è solo il 15 % del totale dei farmaci venduti mentre i farmaci di fascia A ( cioè i medicinali mutuabili) sono il 50 % del totale dei venduti. Quindi il mercato resterà in maggioranza ad appannaggio delle Farmacie. Se l’art. n° 2 del ddl 1644 sarà approvato le farmacie potranno vendere i farmaci OTC e SOP + i farmaci fascia C (ricetta bianca) mentre continueranno ad avere l’esclusiva dei farmaci di facia A. Il mercato sarà ridotto di poco per ti titolari di farmacia….ma permetterà alle nostre aziende di sopravvivere.

· L' art. 2 del ddl n° 1644 è innovativo perchè sostituisce il binomio farmaco- farmacia al binomio moderno farmaco-farmacista esaltando, la professionalità e non la struttura (la farmacia)

· Con le proposte di Federfarma (cioè l’emendamento 2.200 BANTI) in tutta Italia si aprirebbero 78 farmacie! Altro che le 2200 promesse da Federfarma- Banti!

· Nella nostra regione con lo stesso criterio dell’emendamento Banti-Federfarma si aprirebbe 1 sola nuova farmacia!

CIOE’ IL PD STA’ APPROVANDO IN SENATO UNA RIFORMA-TRUFFA DELLA DISRTIBUZIONE DEI FARMACI A FAVORE DELLE LOBBY DEI RICCHI E PROTETTI TITOLARI DI FARMACIA E A DANNO DELLE PARAFARMACIE E DEI LIBERI FARMACISTI NON PROTETTI DA NESSUNO.

UNO SCANDALO INTOLLERABILE!

Per questo vi chiediamo uno scatto di dignità, di ribellione al consolidato alle lobbies che bloccano il nostro paese entro il 17 dicembre prossimo in senato sarà possibile proporre dei sub emendamenti alla proposta vergognosa di BANTI per questo

LE CHIEDIAMO

1) di appoggiare e favorire l’approvazione dell’art. n° 2 della ddl 1644 (in discussione lla commissione n° 10 industria dell Senato ) che concedano alle parafarmacie di vendere i farmaci di fascia C sottoponendole agli stessi controlli a cui sono poste le farmacie in modo che non ci siano differenze e tutti i professionisti/imprenditori siano alla pari.

2) in alternativa si faccia lei promotore (parli con i suoi colleghi della commissione industria del Senato) di un nuovo emendamento di compromesso che conceda la vendita alle parafarmacie dei farmaci di fascia C con alcune limitazioni relative alla natura di alcuni farmaci ( si veda allegato)

Confidiamo in una sua disponibilità alla continuazione dell’opera di liberalizzazione delle professioni già iniziata con il decreto Bersani 1


Infine le chiediamo di incontrarla urgentemente () per poterle illustrare la nostra proposta.

La rigraziamo fin da ora se vorrà ascoltarci.

Grazie

dott. Leonardo Marchitto

Portavoce ParaFarmaciaMarche

Blog: http://parafarmaciamarche.blogspot.com


Cordiali saluti


allegato 1

Sub-emendamento all’ emendamento BANTI n° 2.200

(Disposizioni in materia di farmacie e di classificazione di medicinali)

art 2 ddl 1644

Scopo: Proporre una proposta di compromesso (denominata “delisting rapido”) che consenta al processo di liberalizzazione nel settore farmaceutico di andare avanti, aumentando da subito la lista dei medicinali vendibili nelle parafarmacie. Esso eviterebbe il rischio che L’AIFA impieghi anni per delistare i molti farmaci dalla fascia C alla classificazione sop o otc.

Per iniziare e favorire l’operazione di delisting di farmaci a ricetta a quelli senza ricetta le parafarmacie sarebbero autorizzate a vendere da subito un certo numero di farmaci di fascia C (con ricetta) fino al loro definitivo delisting a farmaci senza ricetta.

La tipologia dei farmaci di fascia C, momentaneamente con ricetta da consentire alla vendita nelle parafarmacie è basata sul sistema internazionale di classificazione dei farmaci ATC (Anatomic Therapeutical Chemical Classification ) sistema riconosciuto a livello internazionale e gestito in Italia a cura del Ministero della Salute (riferimento Informatore Farmaceutico 2007)

Questo consentirebbe di aumentare le vendite di farmaci delle parafarmacie rendendo reali e non solo teoriche le liberalizzazioni in campo farmaceutico. Per la sua caratteristica di compromesso ha il pregio anche di accogliere le istanze di chi è “preoccupato” per la sicurezza nella dispensazione negli esercizi commerciali di farmaci particolarmente delicati come antitumorali, immunostimolanti, farmaci antimicrobici ecc.. (vedi allegato n°1 del documento)

Allegato 1

Art. 2.

(Disposizioni in materia di farmacie e di classificazione di medicinali)

1. omissis

2. omissis

3. omissis

4 omissis

5. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, e successivamente con cadenza annuale, l'Agenzia italiana del farmaco, sulla base dei dati di farmacovigilanza e della documentazione scientifica disponibile, nonché tenendo conto della classificazione dei medicinali ai fini della loro fornitura adottata in altri Paesi dell'Unione europea, sottopone a revisione l'elenco dei medicinali attualmente sottoposti al regime di vendita su prescrizione medica, individuando i medicinali di uso consolidato che possono essere utilizzati con sufficiente sicurezza dai cittadini senza necessità di prescrizione medica, e provvedendo alla conseguente modifica della loro classificazione ai fini della fornitura».

6. In prima istanza di applicazione del comma 5 del presente articolo, al fine di consentire un rapido passaggio di farmaci attualmente con ricetta medica a medicinali vendibili senza obbligo di prescrizione,negli esercizi commerciali di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, possono essere dispensati i medicinali di cui all’articolo 8, comma 10, lettera c), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni.

7. Sono esclusi dalla possibilità di vendita negli esercizi commerciali indicati nel comma precedente i medicinali riferibili alle categorie terapeutiche L (farmaci antineoplastici e immunomodulatori), J (antimicrobici generali uso sistemico), B (sangue e organi emopoietici) secondo la classificazione dei farmaci internazionale Anatomico Terapeutica Chimica (ATC, Anatomic Therapeutical Chemical Classification ) attualmente già gestita dal Ministero della Salute.

8. Negli esercizi commerciali di cui all’articolo 4, comma 1, lettere d), e) e f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, possono essere dispensati i medicinali, come prescritto dal comma 6 del presente articolo, nell’ambito di un apposito reparto delimitato, rispetto al resto dell’area commerciale, da strutture in grado di garantire l’inaccessibilità ai farmaci di cui all’articolo 8, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, da parte del pubblico e del personale non addetto, negli orari sia di apertura al pubblico sia di chiusura.

9. È abrogata ogni norma incompatibile con quanto disposto dal presente articolo.

mercoledì 12 dicembre 2007

Fascia C: ParaFarmaciaMarche propone ai Senatori della nostra Regione di appoggiare un emendamento alla proposta Banti-Federfarma

Lettera inviata ai Senatori Casoli,Ciccanti e Marconi
per chiedere appoggio ad una proposta che
modifica il maldestro emendamento Banti-Federfarma-Turco

Gentile senatore,

come sa ieri 11 dic 2007 in commissione industria del Senato il senatore Banti
ha presentato l’emendamento 2.200 che di fatto recepisce in toto le sole
proposte di Federfarma relative alle liberalizzazioini nel settore dei farmaci
(la fascia C per intenderci)
Questa proposta è una riforma truffa perche da calcoli fatti dal Movimento
Nazionale Liberi Farmacisti nella nostra regione con il quorum proposto
farmacie abitanti a 3800 (prima 4000) proposto da Federfarma nelle Marche su
287757 abitanti residenti al 31-12-2006 si aprirebbe una sola Farmacia! Il
motivo è che verrebbero riassorbite nel nuovo quorum le 3 farmacie
sopranumerarie
A livello nazionale su 17253365 abitanti alla stessa data si aprirebbero ben
78 farmacie! Le farmacie sopranumerarie riassorbite sarebbero 180….
Una riforma truffa! Dove sarebbero le 2200 nuoe farmacie promesse fa
Federfarma e avvallate dalla maggioranza?
Questa è la riforma truffa e gattopardesca di Federfarma-BANTI
(PD)-GIARETTA(PD)-TURCO(PD)-ALLOCCA (RIF COM)

Ora sappiamo che è possibile presentare entro il 17-dic-2007 ulteriori
subemendamenti al’emendamento Banti n° 2.200 in questione che prevede al comma
5 il cosiddetto delisting di farmaci di fascia C con ricetta a farmaci senza
obbligo di ricetta…delegando l’AIFA (Agenzia del Farmaco) ad effetuare tale
delisting.
Il grosso rischio, come per i concorsi di farmacia che vengono fatti con il
contagocce, è che l’operazione sia molto lunga e di fatto sia svuotata dalla
tempistica.
Per accelerare il processo abbiamo elaborato una proposta
di compromesso (denominata “delisting rapido”) (vedi allegato) che consenta al
processo di liberalizzazione nel settore farmaceutico di andare avanti,
aumentando da subito la lista dei medicinali vendibili nelle parafarmacie.
Esso eviterebbe il rischio che L’AIFA impieghi anni per “delistare” i molti
farmaci dalla fascia C alla classificazione sop o otc.
Per iniziare e favorire l’operazione di delisting di farmaci a ricetta a
quelli senza ricetta le parafarmacie sarebbero autorizzate a vendere da subito
un certo numero di farmaci di fascia C (con ricetta) fino al loro definitivo
delisting a farmaci senza ricetta.
La tipologia dei farmaci di fascia C, momentaneamente con ricetta da
consentire alla vendita nelle parafarmacie è basata sul sistema internazionale
di classificazione dei farmaci ATC (Anatomic Therapeutical Chemical
Classification ) sistema riconosciuto a livello internazionale e gestito in
Italia a cura del Ministero della Salute (riferimento Informatore
Farmaceutico 2007)
Questo consentirebbe di aumentare le vendite di farmaci delle parafarmacie
rendendo reali e non solo teoriche le liberalizzazionio in campo farmaceutico.
Per la sua caratteristica di compromesso ha il pregio anche di accogliere le
istanze di chi è “preoccupato” per la sicurezza nella dispensazione negli
esercizi commerciali di farmaci particolarmente delicati come antitumorali,
immunostimolanti, farmaci antimicrobici ecc

Le chiediamo di appoggiare tale emendamento.
Per questo chiediamo di incontrala entro domenica prossima in modo da
illustrale la proposta.
Cordiali saluti

dr Leonardo Marchitto

portavoce ParaFarmaciaMarche



Testo della proposta:(in grassetto i commi proposti che dovrebbero essere aggiunti alla proposta Banti)

Sub-emendamento all’ emendamento BANTI n° 2.200

(Disposizioni in materia di farmacie e di classificazione di medicinali)

art 2 ddl 1644

Scopo: Proporre una proposta di compromesso (denominata “delisting rapido”) che consenta al processo di liberalizzazione nel settore farmaceutico di andare avanti, aumentando da subito la lista dei medicinali vendibili nelle parafarmacie. Esso eviterebbe il rischio che L’AIFA impieghi anni per delistare i molti farmaci dalla fascia C alla classificazione sop o otc.

Per iniziare e favorire l’operazione di delisting di farmaci a ricetta a quelli senza ricetta le parafarmacie sarebbero autorizzate a vendere da subito un certo numero di farmaci di fascia C (con ricetta) fino al loro definitivo delisting a farmaci senza ricetta.

La tipologia dei farmaci di fascia C, momentaneamente con ricetta da consentire alla vendita nelle parafarmacie è basata sul sistema internazionale di classificazione dei farmaci ATC (Anatomic Therapeutical Chemical Classification ) sistema riconosciuto a livello internazionale e gestito in Italia a cura del Ministero della Salute (riferimento Informatore Farmaceutico 2007)

Questo consentirebbe di aumentare le vendite di farmaci delle parafarmacie rendendo reali e non solo teoriche le liberalizzazionio in campo farmaceutico. Per la sua caratteristica di compromesso ha il pregio anche di accogliere le istanze di chi è “preoccupato” per la sicurezza nella dispensazione negli esercizi commerciali di farmaci particolarmente delicati come antitumorali, immunostimolanti, farmaci antimicrobici ecc.. (vedi allegato n°1 del documento)

Allegato 1

Art. 2.

(Disposizioni in materia di farmacie e di classificazione di medicinali)

1. omissis

2. omissis

3. omissis

4 omissis

5. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, e successivamente con cadenza annuale, l'Agenzia italiana del farmaco, sulla base dei dati di farmacovigilanza e della documentazione scientifica disponibile, nonché tenendo conto della classificazione dei medicinali ai fini della loro fornitura adottata in altri Paesi dell'Unione europea, sottopone a revisione l'elenco dei medicinali attualmente sottoposti al regime di vendita su prescrizione medica, individuando i medicinali di uso consolidato che possono essere utilizzati con sufficiente sicurezza dai cittadini senza necessità di prescrizione medica, e provvedendo alla conseguente modifica della loro classificazione ai fini della fornitura».

6. In prima istanza di applicazione del comma 5 del presente articolo, al fine di consentire un rapido passaggio di farmaci attualmente con ricetta medica a medicinali vendibili senza obbligo di prescrizione,negli esercizi commerciali di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, possono essere dispensati i medicinali di cui all’articolo 8, comma 10, lettera c), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni.

7. Sono esclusi dalla possibilità di vendita negli esercizi commerciali indicati nel comma precedente i medicinali riferibili alle categorie terapeutiche L (farmaci antineoplastici e immunomodulatori), J (antimicrobici generali uso sistemico), B (sangue e organi emopoietici) secondo la classificazione dei farmaci internazionale Anatomico Terapeutica Chimica (ATC, Anatomic Therapeutical Chemical Classification ) attualmente già gestita dal Ministero della Salute.

8. Negli esercizi commerciali di cui all’articolo 4, comma 1, lettere d), e) e f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, possono essere dispensati i medicinali, come prescritto dal comma 6 del presente articolo, nell’ambito di un apposito reparto delimitato, rispetto al resto dell’area commerciale, da strutture in grado di garantire l’inaccessibilità ai farmaci di cui all’articolo 8, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, da parte del pubblico e del personale non addetto, negli orari sia di apertura al pubblico sia di chiusura.

9. È abrogata ogni norma incompatibile con quanto disposto dal presente articolo.



martedì 11 dicembre 2007

Farmaci di Fascia C: entro il 17 dic 2007: la presentazione di sub-emendamenti: un' ultima speranza?

DELISTING RAPIDO: Dalla discussione del 11 dic 2007 alla commissione industria Senato, una tenue speranza di sub emendamenti favorevoli alle parafarmacie? (da presentare entro il 17 dic 2007)
Possiamo ottenere ancora qualcosa specificando meglio il comma 5 dell ' emendamento presentato da Banti? (vedi in basso il comma 5)


Commento di ParaFarmaciaMarche: E' possibile attuare da subito la libera vendita, in attesa del "delisting" dell' AIFA per i medicinali di fascia C (in Italia con ricetta bianca) già venduti senza ricetta in altri paesi dell' Unione Europea ad es. dermatologici, per i colliri e gli antiacidi (inibitori di pompa protonica)?



Acquisito l'orientamento dei rappresentanti dei Gruppi, il presidente SCARABOSIO avverte che il termine per la presentazione di subemendamenti alle nuove proposte testè presentate dal Relatore nonché agli emendamenti presentati dal Governo nella precedente seduta, è fissato per lunedì 17 dicembre, alle ore 18.

2.200 (BANTI)

Il Relatore

Sostituire l'articolo con il seguente:

Art. 2.

(Disposizioni in materia di farmacie e di classificazione di medicinali)

1. omissis

2. omissis

3. omissis

4 omissis

5. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, e successivamente con cadenza annuale, l'Agenzia italiana del farmaco, sulla base dei dati di farmacovigilanza e della documentazione scientifica disponibile, nonché tenendo conto della classificazione dei medicinali ai fini della loro fornitura adottata in altri Paesi dell'Unione europea, sottopone a revisione l'elenco dei medicinali attualmente sottoposti al regime di vendita su prescrizione medica, individuando i medicinali di uso consolidato che possono essere utilizzati con sufficiente sicurezza dai cittadini senza necessità di prescrizione medica, e provvedendo alla conseguente modifica della loro classificazione ai fini della fornitura».