martedì 15 luglio 2008
Vaffarma Day: ok protestare è giusto, ma perché non proporre un più pragmatico “Delisting Day”?
Ma riflettiamo pensate ad un più e “insidioso” (per i fautori del monopolio farmaceutico) “delisting day” o “giornata dell’automedicazione” dove ogni anno insieme alle associazioni dei consumatori, le aziende produttrici, i cittadini e i farmacisti si rifletta tutti insieme su come far crescere nel nostro paese il settore dei farmaci senza ricetta, si propongano soluzioni ed idee lasciando così la politica casuale con cui da qualche mese si affronta in Italia questo settore così delicato.
Vedete…..…a Federfarma verranno i brividi, la vedranno come fumo negli occhi perché è quello che non possono tollerare: il farmacista fuori dalla farmacia il, farmacista libero di svolgere la propria professione.
Quindi, bene il Vaffarma…se non è solo uno sfogo ma mostrerà di portare avanti una progettualità che però costa fatica e sudore e che divisi diventa ancora più difficile…
Che ne pensa l’ANPI?
Leonardo Marchitto
FEF Marche ParafarmaciaMarche
I produttori di farmaci da banco (ANIFA) : “medico e farmacista utili per la diffusione della cultura dell’automedicazione”

Con questa affermazione, presente in vari cominicati ANIFA, e ribadita nel recente comunicato stampa relativo alla presentazione dell’Osservatorio 2008 sull’ automedicazione i produttori di medicinali da banco dicono la loro in modo autorevole e chiaro.
La centralità dei professionisti (medici e farmacisti) quali figure cardine per la consulenza nell’uso dei medicinali senza ricetta risulta in questo modo ribadita ancora una volta da recenti ricerche.
E’significativa l’indicazione del professionista e non del luogo dove avviene la consulenza (non si parla di farmacia ne di studio medico infatti) chiaro sintomo che una visione moderna del mercato farmaceutico nell’ OTC necessita di figure esperte per un reale successo.
Tale considerazione è avvalorata da un altro dato che emerge dalla ricerca effettuata e cioè “Più del 70 % del pubblico italiano è interessato ad accrescere il proprio bagaglio informativo con finalità chiaramente orientate a incrementare la propria competenza nella gestione dell’automedicazione…”
Ora domandiamoci quale può esssere il luogo elettivo oltre dove è possibile incrementare questo bagaglio informativo che chiede il pubblico?
Ovvio: un negozio specializzato nella vendita di farmaci senza ricetta e cioè le parafarmacie e i corner GDO.
E’ chiaro che le affermazioni dell’ANIFA prima citate aprono di fatto alla richiesta di distribuzione più o meno selettiva di SOP e OTC solo ai punti vendita con personale esperto (il farmacista).
Chi lavora nel campo farmaceutico (gli industriali del farmaco ad esempio) sa perfettamente che questo mercato non è esattamente come quello alimentare…..non si potrà mai indurre un consumismo di farmaci…l’istinto personale lo impedisce.
Forse si potranno buttare farmaci che non si pagano…ma quelli che si pagano sicuramente no.
Per questo paradossalmente la gente pretende di sapere di più sull’ OTC (dato che in parte protagonista nella scelta rispetto al farmaco da prescrizione dove tutto è delegato al medico…….” tanto ci pensa lui…”
LA GDO è consapevole di ciò?
Che senso ha, se non quello del bieco interesse immediato e spiccio, eliminare il farmacista dalle parafarmacie/corner GDO?
venerdì 11 luglio 2008
GDO-Federfarma:un patto Molotov-Ribbentrop a danno delle parafarmacie, farmacie rurali e giovani farmacisti
L'accordo proposto si profila tra alcuni settori della GDO e Federfarma , benedetto dal ministro del lavoro e della Salute Sacconi (vedi il ritratto in alto) è proprio come questa foto foto: bianco e nero, i personaggi (Molotov, Ribbentrop e sullo sfondo Stalin) sono sorridenti sicuri di se sodddisfatti e arroganti e sprezzanti delle regole (internazionali in quel caso, dato che si spartivano la Polonia) del buon senso e della professionalità nel caso della distribuzione dei farmaci da banco.Ma come quella fu l'ultima cartuccia di due dittature politiche, quello che si paventa è uno scempio degno del "Gattopardismo" più squallido: cioè cambio tutto (liberismo sfrenato sui farmaci OTC eliminando il farmacista) per non cambiare nulla, dato che senza farmacista nelle parafarmacie/GDO, pian piano la gente ritornerà al consiglio del farmacista ormai solo in farmacia.
Ma continuando con l'analogia del patto scellerato in questione vediamo gli altri ruoli: chi fa la fine della Polonia? Le parafarmacie innanzitutto è ovvio, ma anche le farmacie rurali (con fatturati ridotti rispetto alla grasse urbane) sarebbero immediatamente sottoposte alla brutale concorrenza dei tabaccai, edicolanti, alimentari ecc....ma non dimentichiamo i giovani colleghi che lavorano nei corner salute della GDO licenziati di colpo e che andranno a mendicare lavoro precario dai titolari urbani (Sacconi non è anche ministro del lavoro?)
Vediamo però uno degli epiloghi probabili della faccenda che ha delle analogie con quel patto scellerato:
La spartizione della Polonia proposta da Stalin-Molotov alla Germania di Hitler-Ribbentrop fu una polpetta avvelenata che segnò l'inizio della fine della Germania stessa dato che tra due "caimani" di eguale forza vince alla fina quello più scaltro e diplomatico (in quel caso la Russia di Stalin).
Così per la GDO l'eliminazione del farmacista rischia di essere una "polpetta avvelenata" risparmi ora (sul personale) per avere un bel piatto di lenticchie dopo (cioè solo qualche aspirina da vendere in futuro) bisogna ricordare che nel dopoguerra con la "cortina di ferro" Stalin si pappò tutta l'Europa Centrale e metà Germania....
Cosi Federfarma, senza la professionalità del farmacista nelle parafarmacie/GDO, si riannetterà lentamente tutto il mercato dei farmaci da banco nel nostro paese.....e i delisting di nuove specialità farmaceutiche ad OTC sarà scongiurato......
E si ritornerà ben bene al "buon tempo andato".......
Che ne pensate?
Leonardo Marchitto
FEF Marche
ParaFarmaciaMarche
giovedì 10 luglio 2008
Canale parafarmacie/corner:il farmacista necessario per una strategia di sviluppo moderno
Le scrivo riferendomi ai dati presentati oggi dall’Anifa che annualmente presenta “L’osservatorio sull’automedicazione 2008”.
Quello che emerge è che a soli due anni il “fuori farmacia” si è già conquistato già il 5,5 % del mercato con un piccolo sorpasso delle parafarmacie indipendenti (oggi: 3,2% nel 2007 1,4%) rispetto ai corner salute della GDO (oggi 2,3% 2007: 2,1%) sorpasso fisiologico se si considera che il numero delle prime è notevolemente superiore ai corner GDO.
Altra indicazione è che ormai il paventato “consumismo farmaceutico” paventato da alcuni settori contrari alla riforma Bersani non c’è stato, sintomo che la stessa ha colpito nel segno: i prezzi sono diminuiti, le persone dopo le prime curiosità si sono fidate, l’affidabilità del servizio è stata garantita. Non è irrazionale dire che forse quella dei farmaci senza ricetta fuori dalla farmacia ( e direi io con il farmacista) è una di quelle che ha funzionato.
Quello che servirebbe ora è rafforzare il “canale parafarmacie” (indipendenti e corner) per farlo crescere e diventare un competitor valido verso quello tradizionale delle farmacie.
Quindi diciamo così, dopo i primi entusiasmi e le tendenze positive ( incremento di quote di mercato) occorre analizzare le linee di fondo per consolidare tale canale con giovamento di tutti: aziende farmaceutiche, GDO, parafarmacie.
Per fare questo però occorre capire che cosa vuole il cliente, e in questo caso una ricerca condotta dal Censis nel 2007, cioè qualche tempo dopo la riforma Bersani, è sicuramente utile, vediamo i dati significativi
a) il 61 % dei cittadini intervistati ritiene che vendere farmaci OTC in luoghi diversi dalle farmacie sia una scelta condivisibile;
b) l’81% degli intervistati sostiene che gli OTC non devono essere venduti senza che vi sia un farmacista capace di dare i consigli adeguati
c) oltre il 60% degli intervistati pensa che nei canali alternativi (parafarmacie/corner) debba essere garantita un’offerta di prodotti simile a quella delle farmacie
d) il farmaco non può essere assimilato ad altri prodotti di mass-market
In base a tali risultati le azioni più adeguate per sostenere il nuovo canale dovrebbero essere:
1)occorre aumentare il numero di specialità farmaceutiche vendibili nelle parafarmacie/corner. (risposta alle esigenze dei punti ai punti a,c)
A tale proposito il tentativo di concedere la fascia C ( presente nella terza lenzuolata Bersani) è fallito perché in Italia, nell’attuale situazione di interessi cristallizzati, rompere il legame ricetta – farmacia è poco fattibile. Mentre è più realistico seguire quello che l’ANIFA propone ormai da molti anni e che ormai è maturo (come dimostrava l’emendamento Banti alla terza lenzuolata) effettuare lo switch di farmaci che all’estero (UK,Olanda,Svezia,Francia ec….) sono già venduti senza ricetta altrimenti bisognerebbe dimostrare che britannici, olandesi e francesi hanno una fisiologia diversa dagli italiani.
2)riorganizzare e qualificare sempre più le parafarmacie e i corner secondo quello che richiedono i clienti (risposta alle esigenze dei punti ai punti b,d)
Domandiamoci: la liberalizzazione Bersani avrebbe avuto successo ( ci sono dati che lo dimostrano) se nei punti vendita non fosse stato presente il farmacista? Direi di no.
Per questo motivo tale presenza dovrà essere garantita in futuro, se si vuole far crescere il canale alternativo a livelli europei ( es.in Olanda circa il 70 % dei farmaci senza ricetta è venduto in canali alternativi alle farmacie). facendolo diventare così sempre più remunerativo.
Ovviamente, come chiedono alcuni settori della distribuzione con logiche differenti dalle parafarmacie indipendenti, nei corner la presenza potrà essere rimodulata nella modalità (farmacista supervisore invece che farmacista a presenza continuata) ma non va sperperato il vantaggio competitivo che la presenza del laureato in farmacia ha per lo sviluppo del canale parafarmacie. Quali vantaggi?
a) garanzia che l’operazione di switch di specialità ora a ricetta continui e vengano resi disponibili in futuro maggiori specialità come OTC
b) ancoraggio dei farmaci SOP (a libera vendita ma non pubblicizzabili al pubblico) ai corner/parafarmacie. Senza farmacista, le aziende sarebbero tentate di richiedere una distribuzione selettiva solo a punti vendita con i laureati. La stessa considerazione va fatta per le aziende con brand più noti. Si tenga contro infine che in molti casi la classificazione come SOP è una sorta di anticamera per molti futuri OTC
c) perdita del mercato dei prodotti omeopatici (ancora limitato, ma con grosso potenziale come per tutti i “metodi di cura dolci” ) dato che, per le particolarità di tale terapia, non sono presenti i fogli illustrativi in tali prodotti e quindi il farmacista offre sicuramente un apporto determinante per l’uso corretto e l’acquisto del prodotto.
E’chiaro quindi che le proposte di eliminazione del farmacista dai punti vendita in questione (ministro Sacconi e alcuni sottosegretari di stato, recenti proposte dei titolari di farmacia, alcuni settori della GDO) risulterebbero una vera “polpetta avvelenata” per il canale parafarmacia/corner a fronte del guadagno immediato (riduzione di costi del personale) si perde in prospettiva “la ciccia” dell’allargamento dei farmaci vendibili nel canale, con un progressivo inaridimento di un settore promettente e di un cambiamento reale nella distribuzione del farmaco
Questo ha dato in questi anni un reale beneficio (sconti, servizi) ai clienti ai clienti, cioè quello che conta realmente per lo sviluppo di un’azienda commerciale a dispetto degli interessi consolidati e alla poca voglia di essere competitivi.
Leonardo Marchitto
FEF Marche
ParfaramaciaMarche
mercoledì 11 giugno 2008
Corner GDO senza farmacista:ma i grossi marchi OTC (brand) sarebbero tranquilli?
In un mio commento precedente indicavo che ” 2) renderebbe poco appetibile per le aziende con i brand più importanti (che costano molto in pubblicità) la vendita in uno scaffale di supermercato del loro prodotti”Chi tra i grossi brand degli OTC è disposto a correre il rischio di leggere sui giornali “…..ricoverato in ospedale per una intossicazione causata dopo ingestione di 4 compresse di XXXX preso nello scaffale del del supermercato ….” credo che nessun brand manager ha intenzione di leggere tale titolo o articolo su di un qualsiasi giornale o sito web relativo ad un brand che gestisce: l’uso sbagliato di un prodotto rischia di screditare il marchio anche ingiustamente…ma è così purtroppo. (i riferimenti a marchi americani e inglesi, con intossicazioni da uso sbagliato da OTC sono presenti nella letteratura internazionale).
Molte aziende di OTC sarebbero tentate da una distribuzione selettiva solo su punti vendita con personale qualificato è per evitare questo rischio (alla GDO e aziende di OTC) che la presenza del farmacista nel corner conviene alla GDO.Domandiamoci questo e rispondiamo onestamente: il decollo dei corner e delle parafarmacie ci sarebbe potuto essere se non ci fosse stato il farmacista? Io dico di no.Ripeto tutto può essere adattato e aggiornato in base ad esigenze aziendali ma la presenza del farmacista supervisore conviene economicamente a tutti aziende punti vendita e pubblico.
Corner e parafarmacie senza farmacista: i rischi dei consumatori e della GDO e i Silenzi della FOFI
Questi dati mostrano che la riforma Bersani (cioè liberalizzazione dei punti vendita ma con la presenza del farmacista) è la stada giusta occorre solo del tempo per consolidare il risultato.
Al contrario la recente (5 giugno 2008) proposta del Ministro del Welfare (no alla facia C, cioè ricetta bianca, alle parafarmacie/corner) ma si alla vendita dei faramaci da banco senza il farmacista rischia di essere per il settore “ GDO e parafarmacie” una polpetta avvelenata e cioè:
1) ripropone una vecchia proposta dei titolari di farmacia: vendita senza farmacista di una limitata lista di farmaci da banco pur di evitare l’uscita di tutti gli OTC e SOP fuori della farmacia
2) renderebbe poco appetibile per le aziende con i brand più importanti (che costano molto in pubblicità) la vendita in uno scaffale di supermercato del loro prodotti.
3) E’ molto probabile che i SOP (a libera vendita ma che non possono essere pubblicizzati) escano di fatto dal circuito GDO/parafarmacie infatti molte aziende di OTC sarebbero tentate da una distribuzione selettiva solo su punti vendita con personale qualificato è per evitare questo rischio (alla ditribuzione e alle aziende di OTC) che la presenza del farmacista nel corner conviene alla GDO.
4) Contestualmente al punto 3) blocco dell’operazione di “delisting” (eliminazione dell’obbligo di ricetta per alcuni farmaci attualmente a prescrizione ) già decisa al Senato nella scorsa legislatura.
5) Legato al punto 4) riduzione della fonte di nuovi farmaci/redditività dei punti vendita a fronte di un guadagno immediato (mancanza del farmacista)
In sintesi, Il mercato dei farmaci (anche se da banco) è sempre un mercato particolare, le persone si aspettano sempre un consiglio ( lo fanno anche per gli integratori e cosmetici particolari) e sarebbe un suicidio di marketing non sfruttare la competenza del farmacista in tal senso.
Forse la presenza continua del farmacista sul punto vendita può essere opportunamente rimodulata secondo particolari esigenze aziendali, ma la sua mancanza rischia di essere la Caporetto di una reale liberalizzazione del settore dei farmaci da banco in Italia.
Infine una considerazione semplice: come mai la FOFI sempre pronta a difendere i titolari di di farmacia Federfarma ora resta in silenzio...i farmacisti delle parafarmacie e GDO sono meno farmacisti dei titolari?
Che ci sia qualche accordo....?
Mah!
Leonardo Marchitto
giovedì 13 dicembre 2007
Lettera di ParaFarmaciaMArche ai "capi "del Partito Democratico
Al Segretario del Partito Democratico Walter Veltroni,
a Rosy Bindi
a Enrico Letta
a Romano Prodi
a Luigi Bersani
a Dario Franceschini
al Segretario Regionale Marche del PD
PORTO RECANATI 13/12/07
Gentile Segretario nazionale e regionale, e “capi” del Partito Democratico,
C’è una categoria oggi quella dei liberi farmacisti (cioè farmacisti che non proprietari di farmacia) che è profondamente delusa dal comportamento di ministri e senatori che appartengono al vostro partito che è nato suscitando grosse speranze, di essere più liberi, più eguali, con stesse opportunità di lavoro e di esprimere la propria professionalità cosa sottolineata da tutti nel PD alla nascita, ma che poi nei fatti nella pratica quotidiana porta a difendere gli interessi consolidati, i modi da vecchia politica, proteggere gli interessi di potenti lobby……..insomma del tutto come prima.
NON C’E’ ERRORE PIU’ GRANDE PER UN POLITICO RIFORMATORE CHE SUSCITARE SPERANZE CHE NON VENGONO MANTENUTE. DOV’E AL NUOVA STAGIONE?
Ora cercherò di spiegare i motivi di questa disillusione e direi disperazione.
Mi presento sono il dott. Leonardo Marchitto portavoce di un gruppo di farmacisti marchigiani, titolari di una Parafarmacia che dopo il decreto Bersani ha avuto la possibilità di esercitare per la prima volta la professione per cui ha studiato e siamo stati abilitati dallo Stato a fare cioè: quella di farmacista ma solo per la vendita di farmaci senza ricetta (SOP e OTC).
Le Parafarmacie sono già una realtà ben presente (in tutta Italia circa 1400) nella nostra regione io personalmente ho la mia attività a Porto Recanati ma i miei colleghi sono presenti nelle seguenti città marchigiane:
Macerata, Porto Recanati, Fermo, San Benedetto del Tronto, Porto San Giorgio, Castelfidardo, Camerino, Cupra Marittima, Castel di Lama,Pesaro, Fano, Grottammare, Comunanza, Ascoli Piceno, Montecosaro, Matelica, Corridonia, Monte San Giusto, Camerano, Jesi, Chiaravalle, Fermignano, Cagli, ecc...
Attualmente nelle nostre Parafarmacie, in presenza di un farmacista laureato, abilitato e iscritto all'ordine come in quelle di tutta Italia, sono dispensati i farmaci che non hanno bisogno di ricetta medica.
Recentemente è presente all'attenzione della Commissione Industria e attività produttive del Senato il ddl n° ddl 1644 (provvedimento sulle liberalizzazioni già approvato alla Camera) che all'articolo 2 propone di permettere la vendita dei farmaci di fascia C (cioè i farmaci prescritti dal Medico ma che il cittadino paga di tasca propria, la ricetta bianca per intenderci) anche alle Parafarmacie in presenza di un farmacista.
Se questo provvedimento che sappiamo appoggiato dal ministro Bersani e dal sottosegretario Bubbico fosse stato approvato anche dalla Commissione Industria del senato ci avrebbe fatto capire che finalmente in Italia c’era una forza politica che voleva cambiare qualcosa, dare una scossa alle lobby agli interessi consolidati nel campo della distribuzione dei farmaci quelli dei titolari di farmacia rappresentati da Federfarma e dalle associazioni delle farmacie comunali
PURTROPPO NON E’ ANDATA COSI’ Il MINISTRO TURCO (PD) SI E’ DETTA SEMPRE “CONTRARISSIMA” AL PROVVEDIMENTO DI LIBERALIZZAZIONI INOLTRE L’11 DICEMBRE IN COMMISSIONE INDUSTRIA DEL SENATO I SENATORI BANTI ( PD E RELATORE) E GIARETTA SI SONO DETTI FAVOREVOLI A PROPOSTE CHE DI FATTO ACCETTANO QUELLE DI FEDERFARMA SOLO QUELLE DI UNA PARTE, LE RAPPRESENTANZE DELLE PARAFARMACIE NON SONO MAI STATE INVITATE A DICUTERE NEL COSIDDETTO “TAVOLO SUL FARMACO”
L’EMENDAMENTO BANTI N° 2.200 E’ STATO SCRITTO SOTTO DETTATURA DI FEDERFARMA , LA POLITICA CONCRETA DEL PD E’ QUELLA DI DIFENDERE LE LOBBY ALTRO CHE LIBERALIZZAZIONI UGUAGLIANZA DI OPPORTUNITA’, TUTTI CITTADINI UGUALI SONO SOLO SPOT PUBBLICITARI……MA A FARE GLI SPOT E’ PIU’ BRAVO BERLUSCONI
Siamo delusi da questo comportamento, direi disperati da una situazione bloccata : chi ci diceva siamo con voi, con un nuovo modo di vedere la vita e la politica cci ha preso in giro perché non ha ascolatato le nostre semplici e giuste ragioni che spiego in breve:
vorremmo farle notare le seguenti cose:
· nelle nostre parafarmacie (come in tutte quelle italiane) sono presenti professionisti laureati e abilitati dallo Stato a fare la professione di Farmacista. Molti di questi già dipendenti di farmacie private nelle quali dispensavano ogni tipo di medicinale. Perchè ora in un'attività propria non potrebbero dispensare medicinali di fascia C (ricetta bianca)? La laurea la diamo ai muri della farmacia o al professionista? Il medico è medico perchè ha la laurea o perchè è proprietario di uno studio medico?
· le parafarmacie indipendenti ( ciè quelle non legate a supermercati in cui però è sempre presente un collega farmacista) sono circa 1200 delle 1400 totali, quindi stiamo parlando per la maggior parte di piccole attività commerciali non di mega gruppi anonimi.
· La quota di farmaci di fascia C è solo il 15 % del totale dei farmaci venduti mentre i farmaci di fascia A ( cioè i medicinali mutuabili) sono il 50 % del totale dei venduti. Quindi il mercato resterà in maggioranza ad appannaggio delle Farmacie. Se l’art. n° 2 del ddl 1644 sarà approvato le farmacie potranno vendere i farmaci OTC e SOP + i farmaci fascia C (ricetta bianca) mentre continueranno ad avere l’esclusiva dei farmaci di facia A. Il mercato sarà ridotto di poco per ti titolari di farmacia….ma permetterà alle nostre aziende di sopravvivere.
· L' art. 2 del ddl n° 1644 è innovativo perchè sostituisce il binomio farmaco- farmacia al binomio moderno farmaco-farmacista esaltando, la professionalità e non la struttura (la farmacia)
· Con le proposte di Federfarma (cioè l’emendamento 2.200 BANTI) in tutta Italia si aprirebbero 78 farmacie! Altro che le 2200 promesse da Federfarma- Banti!
· Nella nostra regione con lo stesso criterio dell’emendamento Banti-Federfarma si aprirebbe 1 sola nuova farmacia!
CIOE’ IL PD STA’ APPROVANDO IN SENATO UNA RIFORMA-TRUFFA DELLA DISRTIBUZIONE DEI FARMACI A FAVORE DELLE LOBBY DEI RICCHI E PROTETTI TITOLARI DI FARMACIA E A DANNO DELLE PARAFARMACIE E DEI LIBERI FARMACISTI NON PROTETTI DA NESSUNO.
UNO SCANDALO INTOLLERABILE!
Per questo vi chiediamo uno scatto di dignità, di ribellione al consolidato alle lobbies che bloccano il nostro paese entro il 17 dicembre prossimo in senato sarà possibile proporre dei sub emendamenti alla proposta vergognosa di BANTI per questo
LE CHIEDIAMO
1) di appoggiare e favorire l’approvazione dell’art. n° 2 della ddl 1644 (in discussione lla commissione n° 10 industria dell Senato ) che concedano alle parafarmacie di vendere i farmaci di fascia C sottoponendole agli stessi controlli a cui sono poste le farmacie in modo che non ci siano differenze e tutti i professionisti/imprenditori siano alla pari.
2) in alternativa si faccia lei promotore (parli con i suoi colleghi della commissione industria del Senato) di un nuovo emendamento di compromesso che conceda la vendita alle parafarmacie dei farmaci di fascia C con alcune limitazioni relative alla natura di alcuni farmaci ( si veda allegato)
Confidiamo in una sua disponibilità alla continuazione dell’opera di liberalizzazione delle professioni già iniziata con il decreto Bersani 1
Infine le chiediamo di incontrarla urgentemente () per poterle illustrare la nostra proposta.
La rigraziamo fin da ora se vorrà ascoltarci.
Grazie
dott. Leonardo Marchitto
Portavoce ParaFarmaciaMarche
Blog: http://parafarmaciamarche.blogspot.com
Cordiali saluti
allegato 1
Sub-emendamento all’ emendamento BANTI n° 2.200
(Disposizioni in materia di farmacie e di classificazione di medicinali)
art 2 ddl 1644
Scopo: Proporre una proposta di compromesso (denominata “delisting rapido”) che consenta al processo di liberalizzazione nel settore farmaceutico di andare avanti, aumentando da subito la lista dei medicinali vendibili nelle parafarmacie. Esso eviterebbe il rischio che L’AIFA impieghi anni per delistare i molti farmaci dalla fascia C alla classificazione sop o otc.
Per iniziare e favorire l’operazione di delisting di farmaci a ricetta a quelli senza ricetta le parafarmacie sarebbero autorizzate a vendere da subito un certo numero di farmaci di fascia C (con ricetta) fino al loro definitivo delisting a farmaci senza ricetta.
La tipologia dei farmaci di fascia C, momentaneamente con ricetta da consentire alla vendita nelle parafarmacie è basata sul sistema internazionale di classificazione dei farmaci ATC (Anatomic Therapeutical Chemical Classification ) sistema riconosciuto a livello internazionale e gestito in Italia a cura del Ministero della Salute (riferimento Informatore Farmaceutico 2007)
Questo consentirebbe di aumentare le vendite di farmaci delle parafarmacie rendendo reali e non solo teoriche le liberalizzazioni in campo farmaceutico. Per la sua caratteristica di compromesso ha il pregio anche di accogliere le istanze di chi è “preoccupato” per la sicurezza nella dispensazione negli esercizi commerciali di farmaci particolarmente delicati come antitumorali, immunostimolanti, farmaci antimicrobici ecc.. (vedi allegato n°1 del documento)
Allegato 1
Art. 2.
(Disposizioni in materia di farmacie e di classificazione di medicinali)
1. omissis
2. omissis
3. omissis
4 omissis
5. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, e successivamente con cadenza annuale, l'Agenzia italiana del farmaco, sulla base dei dati di farmacovigilanza e della documentazione scientifica disponibile, nonché tenendo conto della classificazione dei medicinali ai fini della loro fornitura adottata in altri Paesi dell'Unione europea, sottopone a revisione l'elenco dei medicinali attualmente sottoposti al regime di vendita su prescrizione medica, individuando i medicinali di uso consolidato che possono essere utilizzati con sufficiente sicurezza dai cittadini senza necessità di prescrizione medica, e provvedendo alla conseguente modifica della loro classificazione ai fini della fornitura».
6. In prima istanza di applicazione del comma 5 del presente articolo, al fine di consentire un rapido passaggio di farmaci attualmente con ricetta medica a medicinali vendibili senza obbligo di prescrizione,negli esercizi commerciali di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, possono essere dispensati i medicinali di cui all’articolo 8, comma 10, lettera c), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni.
7. Sono esclusi dalla possibilità di vendita negli esercizi commerciali indicati nel comma precedente i medicinali riferibili alle categorie terapeutiche L (farmaci antineoplastici e immunomodulatori), J (antimicrobici generali uso sistemico), B (sangue e organi emopoietici) secondo la classificazione dei farmaci internazionale Anatomico Terapeutica Chimica (ATC, Anatomic Therapeutical Chemical Classification ) attualmente già gestita dal Ministero della Salute.
8. Negli esercizi commerciali di cui all’articolo 4, comma 1, lettere d), e) e f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, possono essere dispensati i medicinali, come prescritto dal comma 6 del presente articolo, nell’ambito di un apposito reparto delimitato, rispetto al resto dell’area commerciale, da strutture in grado di garantire l’inaccessibilità ai farmaci di cui all’articolo 8, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, da parte del pubblico e del personale non addetto, negli orari sia di apertura al pubblico sia di chiusura.
9. È abrogata ogni norma incompatibile con quanto disposto dal presente articolo.
mercoledì 12 dicembre 2007
Fascia C: ParaFarmaciaMarche propone ai Senatori della nostra Regione di appoggiare un emendamento alla proposta Banti-Federfarma
per chiedere appoggio ad una proposta che
modifica il maldestro emendamento Banti-Federfarma-Turco
come sa ieri 11 dic 2007 in commissione industria del Senato il senatore Banti
ha presentato l’emendamento 2.200 che di fatto recepisce in toto le sole
proposte di Federfarma relative alle liberalizzazioini nel settore dei farmaci
(la fascia C per intenderci)
Questa proposta è una riforma truffa perche da calcoli fatti dal Movimento
Nazionale Liberi Farmacisti nella nostra regione con il quorum proposto
farmacie abitanti a 3800 (prima 4000) proposto da Federfarma nelle Marche su
287757 abitanti residenti al 31-12-2006 si aprirebbe una sola Farmacia! Il
motivo è che verrebbero riassorbite nel nuovo quorum le 3 farmacie
sopranumerarie
A livello nazionale su 17253365 abitanti alla stessa data si aprirebbero ben
78 farmacie! Le farmacie sopranumerarie riassorbite sarebbero 180….
Una riforma truffa! Dove sarebbero le 2200 nuoe farmacie promesse fa
Federfarma e avvallate dalla maggioranza?
Questa è la riforma truffa e gattopardesca di Federfarma-BANTI
(PD)-GIARETTA(PD)-TURCO(PD)-ALLOCCA (RIF COM)
Ora sappiamo che è possibile presentare entro il 17-dic-2007 ulteriori
subemendamenti al’emendamento Banti n° 2.200 in questione che prevede al comma
5 il cosiddetto delisting di farmaci di fascia C con ricetta a farmaci senza
obbligo di ricetta…delegando l’AIFA (Agenzia del Farmaco) ad effetuare tale
delisting.
Il grosso rischio, come per i concorsi di farmacia che vengono fatti con il
contagocce, è che l’operazione sia molto lunga e di fatto sia svuotata dalla
tempistica.
Per accelerare il processo abbiamo elaborato una proposta
di compromesso (denominata “delisting rapido”) (vedi allegato) che consenta al
processo di liberalizzazione nel settore farmaceutico di andare avanti,
aumentando da subito la lista dei medicinali vendibili nelle parafarmacie.
Esso eviterebbe il rischio che L’AIFA impieghi anni per “delistare” i molti
farmaci dalla fascia C alla classificazione sop o otc.
Per iniziare e favorire l’operazione di delisting di farmaci a ricetta a
quelli senza ricetta le parafarmacie sarebbero autorizzate a vendere da subito
un certo numero di farmaci di fascia C (con ricetta) fino al loro definitivo
delisting a farmaci senza ricetta.
La tipologia dei farmaci di fascia C, momentaneamente con ricetta da
consentire alla vendita nelle parafarmacie è basata sul sistema internazionale
di classificazione dei farmaci ATC (Anatomic Therapeutical Chemical
Classification ) sistema riconosciuto a livello internazionale e gestito in
Italia a cura del Ministero della Salute (riferimento Informatore
Farmaceutico 2007)
Questo consentirebbe di aumentare le vendite di farmaci delle parafarmacie
rendendo reali e non solo teoriche le liberalizzazionio in campo farmaceutico.
Per la sua caratteristica di compromesso ha il pregio anche di accogliere le
istanze di chi è “preoccupato” per la sicurezza nella dispensazione negli
esercizi commerciali di farmaci particolarmente delicati come antitumorali,
immunostimolanti, farmaci antimicrobici ecc
Le chiediamo di appoggiare tale emendamento.
Per questo chiediamo di incontrala entro domenica prossima in modo da
illustrale la proposta.
Cordiali saluti
dr Leonardo Marchitto
portavoce ParaFarmaciaMarche
Testo della proposta:(in grassetto i commi proposti che dovrebbero essere aggiunti alla proposta Banti)
Sub-emendamento all’ emendamento BANTI n° 2.200
(Disposizioni in materia di farmacie e di classificazione di medicinali)
art 2 ddl 1644
Scopo: Proporre una proposta di compromesso (denominata “delisting rapido”) che consenta al processo di liberalizzazione nel settore farmaceutico di andare avanti, aumentando da subito la lista dei medicinali vendibili nelle parafarmacie. Esso eviterebbe il rischio che L’AIFA impieghi anni per delistare i molti farmaci dalla fascia C alla classificazione sop o otc.
Per iniziare e favorire l’operazione di delisting di farmaci a ricetta a quelli senza ricetta le parafarmacie sarebbero autorizzate a vendere da subito un certo numero di farmaci di fascia C (con ricetta) fino al loro definitivo delisting a farmaci senza ricetta.
La tipologia dei farmaci di fascia C, momentaneamente con ricetta da consentire alla vendita nelle parafarmacie è basata sul sistema internazionale di classificazione dei farmaci ATC (Anatomic Therapeutical Chemical Classification ) sistema riconosciuto a livello internazionale e gestito in Italia a cura del Ministero della Salute (riferimento Informatore Farmaceutico 2007)
Questo consentirebbe di aumentare le vendite di farmaci delle parafarmacie rendendo reali e non solo teoriche le liberalizzazionio in campo farmaceutico. Per la sua caratteristica di compromesso ha il pregio anche di accogliere le istanze di chi è “preoccupato” per la sicurezza nella dispensazione negli esercizi commerciali di farmaci particolarmente delicati come antitumorali, immunostimolanti, farmaci antimicrobici ecc.. (vedi allegato n°1 del documento)
Allegato 1
Art. 2.
(Disposizioni in materia di farmacie e di classificazione di medicinali)
1. omissis
2. omissis
3. omissis
4 omissis
5. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, e successivamente con cadenza annuale, l'Agenzia italiana del farmaco, sulla base dei dati di farmacovigilanza e della documentazione scientifica disponibile, nonché tenendo conto della classificazione dei medicinali ai fini della loro fornitura adottata in altri Paesi dell'Unione europea, sottopone a revisione l'elenco dei medicinali attualmente sottoposti al regime di vendita su prescrizione medica, individuando i medicinali di uso consolidato che possono essere utilizzati con sufficiente sicurezza dai cittadini senza necessità di prescrizione medica, e provvedendo alla conseguente modifica della loro classificazione ai fini della fornitura».
6. In prima istanza di applicazione del comma 5 del presente articolo, al fine di consentire un rapido passaggio di farmaci attualmente con ricetta medica a medicinali vendibili senza obbligo di prescrizione,negli esercizi commerciali di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, possono essere dispensati i medicinali di cui all’articolo 8, comma 10, lettera c), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni.
7. Sono esclusi dalla possibilità di vendita negli esercizi commerciali indicati nel comma precedente i medicinali riferibili alle categorie terapeutiche L (farmaci antineoplastici e immunomodulatori), J (antimicrobici generali uso sistemico), B (sangue e organi emopoietici) secondo la classificazione dei farmaci internazionale Anatomico Terapeutica Chimica (ATC, Anatomic Therapeutical Chemical Classification ) attualmente già gestita dal Ministero della Salute.
8. Negli esercizi commerciali di cui all’articolo 4, comma 1, lettere d), e) e f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, possono essere dispensati i medicinali, come prescritto dal comma 6 del presente articolo, nell’ambito di un apposito reparto delimitato, rispetto al resto dell’area commerciale, da strutture in grado di garantire l’inaccessibilità ai farmaci di cui all’articolo 8, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, da parte del pubblico e del personale non addetto, negli orari sia di apertura al pubblico sia di chiusura.
9. È abrogata ogni norma incompatibile con quanto disposto dal presente articolo.
martedì 11 dicembre 2007
Farmaci di Fascia C: entro il 17 dic 2007: la presentazione di sub-emendamenti: un' ultima speranza?
Possiamo ottenere ancora qualcosa specificando meglio il comma 5 dell ' emendamento presentato da Banti? (vedi in basso il comma 5)
Commento di ParaFarmaciaMarche: E' possibile attuare da subito la libera vendita, in attesa del "delisting" dell' AIFA per i medicinali di fascia C (in Italia con ricetta bianca) già venduti senza ricetta in altri paesi dell' Unione Europea ad es. dermatologici, per i colliri e gli antiacidi (inibitori di pompa protonica)?
Acquisito l'orientamento dei rappresentanti dei Gruppi, il presidente SCARABOSIO avverte che il termine per la presentazione di subemendamenti alle nuove proposte testè presentate dal Relatore nonché agli emendamenti presentati dal Governo nella precedente seduta, è fissato per lunedì 17 dicembre, alle ore 18.
2.200 (BANTI)
Il Relatore
Sostituire l'articolo con il seguente:
Art. 2.
(Disposizioni in materia di farmacie e di classificazione di medicinali)
1. omissis
2. omissis
4 omissis
5. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, e successivamente con cadenza annuale, l'Agenzia italiana del farmaco, sulla base dei dati di farmacovigilanza e della documentazione scientifica disponibile, nonché tenendo conto della classificazione dei medicinali ai fini della loro fornitura adottata in altri Paesi dell'Unione europea, sottopone a revisione l'elenco dei medicinali attualmente sottoposti al regime di vendita su prescrizione medica, individuando i medicinali di uso consolidato che possono essere utilizzati con sufficiente sicurezza dai cittadini senza necessità di prescrizione medica, e provvedendo alla conseguente modifica della loro classificazione ai fini della fornitura».Farmaci Fascia C: Resoconto sommario della discussione alla commissione industria del senato
Nota di ParaFarmaciaMarche : Bubbico, sottosegretario dello Sviluppo Economico, si arrende ai plenipotenziari di Federfarma-Turco. Giaretta-Banti (pd)-Allocca (Rif Com) (della Maggioranza!): Il cavallo di troia della Ministra Turco in commissione lo scandalo di un governo che dice di essere per le liberalizzazioni e di fatto fa gli interessi di parte..... (BERSANI BATTI UN COLPO! CI SEI? CHE CI SEI A FARE NEL GOVERNO? ORMAI IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E' LA MINISTRA TURCO!)
Resoconto
Riprende l'esame congiunto dei disegni di legge in titolo, sospeso nella seduta del 4 dicembre scorso.
Il presidente SCARABOSIO , avvertendo che l'esame riprenderà dagli emendamenti riferiti all'articolo 2, dà la parola al Relatore.
Il relatore BANTI (PD-Ulivo) presenta l'emendamento 2.200, interamente sostitutivo dell'articolo 2, nonché il 13.202 anch'esso interamente sostitutivo dell'articolo 13. Illustrando la proposta 2.200, precisa che contempla anche le questioni contenute nell'articolo 7 e, ricordando che l'articolo 2 è stato introdotto durante l'esame presso la Camera dei deputati, sottolinea che tale delicata materia necessitava ulteriori approfondimenti anche con riguardo al riparto di competenze legislative tra Stato e Regioni atteso che sulla materia vi è una competenza concorrente. Spiega che la proposta emendativa può essere suddivisa in due parti. La prima, afferente i commi 1 e 2, prevede una delega al Governo affinché adotti entro il breve termine di quattro mesi uno o più decreti legislativi, per i quali è previsto il parere della Conferenza Stato-Regioni. La delega è diretta al riordino del settore delle farmacie, al fine, tra l'altro, di rivedere il criterio del numero dei residenti necessario a legittimarne l'insediamento. Tale revisione dovrebbe consentire l'apertura di nuove farmacie in un numero stimabile attorno alle duemila unità. Si prevede inoltre la ridefinizione dell'istituto del decentramento delle farmacie rendendo obbligatorio, eventualmente a seguito di sorteggio, il trasferimento della farmacia nella sede decentrata o istituendo una sede farmaceutica aggiuntiva nella zona decentrata. Si introduce inoltre un limite di età, pari a 70 anni, oltre il quale un farmacista non può essere titolare o direttore di farmacia. Si prevedono infine concorsi per soli titoli cui non possono partecipare i titolari di farmacia, fatta eccezione per i titolari di farmacie rurali sussidiate. Nella seconda parte recante i commi da 3 a 5, la proposta stabilisce, tra l'altro, che entro 90 giorni l'Agenzia italiana del farmaco riveda l'elenco dei medicinali attualmente sottoposti al regime di vendita su prescrizione. Ciò in quanto vi sono in Italia alcuni medicinali sottoposti a prescrizione che invece risultano commerciabili come farmaci da banco in altri paesi dell'Unione europea. Si vuole in tal modo arrivare ad una riduzione del numero dei medicinali sottoposti all'obbligo di prescrizione e renderne di conseguenza più libera la vendita.
Il senatore CURSI (AN) , intervenendo sull'ordine del lavori, solleva un problema di rispetto delle competenze attribuite alle singole Commissioni, rilevando che la materia affrontata dall'emendamento 2.200 dovrebbe essere esaminata dalla Commissione igiene e sanità.
I senatori BANTI (PD-Ulivo) e GIARETTA (PD-Ulivo) nel ricordare che già il testo trasmesso dalla Camera presentava disposizioni in materia di farmacie, richiamano l'attenzione sul fatto che la Commissione igiene e sanità si è già espressa con un articolato parere del quale la Commissione industria terrà senz'altro nel debito conto.
I senatori POSSA (FI) e BORNACIN (AN) chiedono la fissazione del termine per presentare subemendamenti.
Acquisito l'orientamento dei rappresentanti dei Gruppi, il presidente SCARABOSIO avverte che il termine per la presentazione di subemendamenti alle nuove proposte testè presentate dal Relatore nonché agli emendamenti presentati dal Governo nella precedente seduta, è fissato per lunedì 17 dicembre, alle ore 18.
Passando all'espressione dei pareri sugli emendamenti riferiti all'articolo 2, il relatore BANTI (PD-Ulivo) invita al ritiro di tutte le proposte, ad eccezione del 2.0.3, sul quale il parere è favorevole. Traendo spunto dall'emendamento 2.13, presenta poi la proposta 2.0.100 che novella la legge n. 248 del 2006, aggiungendo un articolo dopo il 2.
Il senatore ALLOCCA (RC-SE) esprime apprezzamento per la proposta testè presentata dal Relatore.
Il sottosegretario BUBBICO esprime parere conforme a quello del Relatore, salvo che per l'emendamento 2.200 per il quale si rimette alla Commissione. Al riguardo, sottolinea che sarebbe stato più utile separare nettamente il profilo delle farmacie convenzionate quale presidio del Servizio sanitario nazionale dal profilo delle farmacie presso le quali erogare farmaci in regime libero. Il testo presentato dal Relatore non contiene questa fattispecie la quale avrebbe garantito due importanti esigenze: la sicurezza sanitaria per i farmaci prescritti dal medico e la libertà del consumatore per quanto riguarda la scelta del rivenditore limitatamente ai farmaci totalmente a carico dei cittadini. In tal modo, il consumatore avrebbe avuto la possibilità di rivolgersi all'esercizio ritenuto di maggiore gradimento e in grado di offrire i servizi migliori anche sotto il profilo del prezzo. Prende atto che questo modello non è stato ritenuto interessante per il nostro Paese. Comunque l'emendamento presentato dal Relatore consente di superare una situazione che ha resistito senza mutamenti per decenni.
Esprime altresì parere favorevole sull'emendamento 2.0.100, nonchè sull'emendamento 13.202.
Il PRESIDENTE raccoglie l'orientamento della Commissione di procedere con l'esame delle proposte dirette ad aggiungere articoli dopo l'articolo 2.
Il senatore GIARETTA (PD-Ulivo) preannuncia il proprio voto favorevole sull'emendamento 2.0.100 rilevando che la parziale apertura del mercato, ottenuta con i provvedimento approvati lo scorso anno, ha messo in luce dinamiche distorsive della concorrenza che sono già state oggetto di segnalazioni da parte dell'Autorità garante per la concorrenza ed il mercato. Osserva che il settore della distribuzione all'ingrosso dei medicinali è in alcuni casi gestito da società che esercitano anche il commercio al dettaglio. Tale situazione determina, di conseguenza, una posizione dominante che si presta a comportamenti discriminatori nei confronti degli altri dettaglianti.
Il senatore POSSA (FI) preannuncia il proprio voto contrario poichè la formulazione della proposta 2.0.100 potrebbe pregiudicare i normali meccanismi di mercato. Ricorda, peraltro, che già esistono normative idonee a colpire eventuali situazioni distorsive della concorrenza.
Il senatore MANINETTI (UDC) esprime a sua volta forti perplessità sul punto, ravvisando la necessità di un approfondimento in quanto il testo presentato dal Relatore potrebbe non innovare la legislazione vigente in materia di antitrust o anche compromettere gravemente le leggi naturali di mercato.
Il senatore BORNACIN (AN) preannuncia la propria contrarietà, rilevando che la proposta testè presentata va in senso opposto rispetto all'intento di liberalizzazione del mercato che sembra caratterizzare il disegno di legge in esame e si rischia peraltro di produrre una iper-regolamentazione. Sottolinea poi che i grossisti possono essere portati ad escludere o differenziare i dettaglianti anche in base a ragionevoli considerazioni economiche, quale la capacità di pagare nei termini da parte delle farmacie. Osserva infine che il termine "reiterata" appare piuttosto vago.
Il senatore STEFANI (LNP) premesso che a suo avviso è impossibile regolamentare il mercato, ritiene che la proposta non impedirà ai distributori all'ingrosso di escogitare sistemi penalizzanti per i rivenditori al dettaglio.
Il presidente SCARABOSIO, stante l'imminente inizio dei lavori dell'Assemblea, rinvia il seguito dell'esame alle sedute di domani, raccogliendo l'orientamento della Commissione di sconvocare l'odierna seduta notturna.
Il seguito dell'esame congiunto viene quindi rinviato.
Farmaci Fascia C Senato: Bersani perde...la Turco e Federfarma impongono il loro diktat alle Parafarmacie
2.200
Il Relatore (Banti Pd-Ulivo)
Sostituire l'articolo con il seguente:
Art. 2.
(Disposizioni in materia di farmacie e di classificazione di medicinali)
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino del settore delle farmacie, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) assicurare una più adeguata assistenza farmaceutica, mediante una revisione del criterio del numero di residenti necessario a legittimare l'istituzione di una farmacia, nonché l'introduzione di ulteriori criteri derogatori, in aggiunta a quello già previsto dall'articolo 104 del testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, che tengano conto anche della necessità di assicurare tale servizio in caso di consistenti e ripetute concentrazioni di persone in determinati luoghi, come porti, aeroporti, stazioni ferroviarie, aree di servizio autostradali, centri commerciali e grandi strutture di vendita;
b) ridefinire l'istituto del decentramento di farmacie, rendendo obbligatorio, eventualmente a seguito di sorteggio, il trasferimento della farmacia nella sede decentrata o istituendo una sede farmaceutica aggiuntiva nella zona decentrata;
c) armonizzare la disciplina della titolarità delle farmacie private affidate a singoli farmacisti, a società di persone costituite da farmacisti e a società cooperative a responsabilità limitata costituite da farmacisti, individuando anche il limite di età, comunque non superiore ai settanta anni, oltre il quale un farmacista non può essere titolare individuale o direttore della farmacia gestita dalla società;
d) stabilire, fermo restando il diritto di prelazione dei comuni per l'acquisizione della titolarità del 50 per cento delle nuove farmacie, nuove modalità per l'assegnazione delle farmacie private, sulla base di concorsi per soli titoli; prevedere, a tal fine, specifiche e differenziate maggiorazioni di punteggio per coloro che hanno prestato la loro attività in farmacie sussidiate; prevedere uno specifico punteggio per l'attività svolta dal farmacista, come titolare o dipendente, negli esercizi commerciali di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248; individuare il punteggio al di sotto del quale il partecipante al concorso è considerato non idoneo; confermare l'idoneità al concorso come requisito per l'acquisto di una farmacia, anche per successione; riservare l'acquisizione di farmacie rurali sussidiate a farmacisti di età inferiore a quaranta anni, fatte salve motivate eccezioni; riservare una quota delle farmacie messe a concorso a raggruppamenti di almeno tre farmacisti, con obbligo di trasformazione del raggruppamento in società, in caso di conseguimento della farmacia;
e) prevedere che, in sede di prima applicazione, delle nuove norme concorsuali non possono partecipare ai concorsi i titolari di farmacia, fatta eccezione per i titolari di farmacie rurali sussidiate;
f) liberalizzare gli orari di apertura delle farmacie, fermi restando i livelli minimi di servizio che devono essere assicurati da ciascun esercizio.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono emanati su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e, per i profili di specifica competenza, del Ministro dello sviluppo economico, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari e della Conferenza per i rapporti tra lo Stato le regioni e le province autonome. I pareri sono espressi, rispettivamente, entro quaranta ed entro trenta giorni dalla data di trasmissione degli schemi di decreti legislativi; decorsi tali termini, i decreti sono emanati anche in assenza dei pareri.
3. I commi settimo, ottavo, nono e decimo dell'articolo 12 della legge 2 aprile 1968, n. 475, e successive modificazioni, sono abrogati. Al dodicesimo comma dello stesso articolo, le parole: ''un anno'' sono sostituite dalle seguenti: ''due anni''.
4. All'articolo 4, comma 9, della legge 30 dicembre 1991, n. 412, come modificato dall'articolo 52, comma 27, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, dopo le parole: ''per il rinnovo degli accordi riguardanti il personale sanitario a rapporto convenzionale'' sono inserite le seguenti: ''e per gli accordi inerenti alle convenzioni con le farmacie pubbliche e private''.
5. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, e successivamente con cadenza annuale, l'Agenzia italiana del farmaco, sulla base dei dati di farmacovigilanza e della documentazione scientifica disponibile, nonché tenendo conto della classificazione dei medicinali ai fini della loro fornitura adottata in altri Paesi dell'Unione europea, sottopone a revisione l'elenco dei medicinali attualmente sottoposti al regime di vendita su prescrizione medica, individuando i medicinali di uso consolidato che possono essere utilizzati con sufficiente sicurezza dai cittadini senza necessità di prescrizione medica, e provvedendo alla conseguente modifica della loro classificazione ai fini della fornitura».
Discussioni su fascia C sul Blog del Senatore Francesco Casoli
Post inviato ad ottobre sul blog del senatore
Gentile Senatore,Sono un farmacista che dopo il decreto Bersani 1 ha avuto la possibilità di esercitare per la prima volta la professione per cui ho studiato e sono abilitato dallo stato a fare cioè: quella di farmacista ma solo per la vendita di farmaci senza ricetta, le ho già inviato una lettera a giugno scorso per spiegarle le mie ragioni e quelle di altri come me nella nostra regione che hanno avviato un loro esercizio farmaceutico/ parafarmacia.Con l'approssimarsi della discussione al Senato del ddl n° 1644 sulle liberalizzazioni purtroppo giungono notizie (non so quanto vere) di uno stralcio dell' art n° 2 (possibilità di vendita del farmaci di facia C,non mutuabili, anche nelle parafarmacie in presenza di un farmacista) dal ddl in questione per affrontarlo in un provvedimento separato..............bene io credo che questo sia un espediente per non decidere e per evitare che la questione venga affrontata in futuro.....cioè è un modo per garantire ai 17.000 titolari di Framacia (rispetto al 60.000 iscritti all'ordine dei farmacisti) una rendita garantita.....una cosa da paese incivile ed indegna!Ma la laurea la diamo ai muri della farmacia, o al professionista? Il medico può dirsi tale solo se possiede un ambulatorio o una clinica ? O è un medico a prescindere da una struttura. L' art. 2 del ddl 1644 è innovativo perche sostituisce il binomio farmaco- farmacia al binomio moderno farmaco-farmacista esaltando, la professionalità e non la struttura (la farmacia).Ora visto che sul suo sito parla di ASCOLTO come presupposto irrinunciabile per la sua attività politica le chiedo, anche a nome dei miei colleghi degli esercizi farmaceutici/parafarmacie delle Marche di appoggiare gli emendamenti proposti che concedano alle parafarmacie di vendere i farmaci di fascia C sottoponendole agli stessi controlli a cui sono poste le farmacie in modo che non ci siano differenze e tutti i professionisti/imprenditori siano alla pari.O in alternativa si faccia lei promotore di un nuovo emendamento di compromesso che conceda la vendita alle parafarmacie dei farmaci di fascia C con alcune limitazioni relative alla natura di alcuni farmaci per es. antitumorali e immunostimolanti.......(si veda allegato a questa lettera)Lei sa come so io ( siamo coetanei) che la nuova politica non sarà tra destra e sinistra ma tra la modernità e la conservazione....ed un imprenditore conservatore è un imprenditore finito.Mi piacerebbe incontrarla per spiegare le cose che non sono stato in grado di chiarire meglio, mi farebbe molto piacere.Cordiali salutidott. Leonardo Marchitto
Farmanext snc
Porto Recanati
Risposta del Senatore Casoli
Caro Dott. Marchitto,
condivido la sua tesi, essendo comunque conscio (come sono sicuro anche Lei) di una battaglia economica e di potere che questo tipo di liberalizzazione sta scatenando.E' indubbio che molte di quelle 17000 farmacie sono state pagate a caro prezzo, e che le stesse siano state valutate su un parametro di fatturato annuo.E' altrettanto ovvio che, passando l'articolo da lei citato, questo fatturato andrà a cambiare.Ma non è questo il problema, chi pensa una legge e ne prepara l'articolato deve riuscire ad ammortizzare gli effetti collaterali di questo tipo.Il vero problema è che, sembra, il governo ha fatto una gran marcia indietro e che sarà molto difficile portare avanti questo disegno.Io ricevo decine di email di sensibilizzazione ogni giorno su questo argomento.Mi sto facendo una mia idea.Se riuscissi ad incontrarla magari si potrebbe approfondire.Sono a disposizione, se mi scrive una mail a: francesco.casoli@senato.it organizziamo un contatto diretto.
Grazie per la sollecitazione
Saluti
Discussione del 5 dicembre 2007 Fascia C alla commissione Industria del Senato
(1644) Misure per il cittadino consumatore e per agevolare le attivita' produttive e commerciali, nonche' interventi in settori di rilevanza nazionale, approvato dalla Camera dei deputati
Passando all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2, il sottosegretario BUBBICO ne chiede l'accantonamento.
Il relatore BANTI (PD-Ulivo) si associa, ricordando che sull' argomento è in atto una approfondita discussione con le parti interessate e l'accantonamento è finalizzato ad arrivare alla formulazione di un testo condiviso da sottoporre in votazione.
I senatori BORNACIN (AN), STEFANI (LNP) e POSSA (FI) si dichiarano contrari alla proposta di accantonamento, ritenendo preferibile passare alla votazione della proposta di stralcio dell'articolo 2.
Il senatore SANTINI (DCA-PRI-MPA) dichiara la propria contrarietà all'accantonamento ritenendo più opportuna la soppressione dell'articolo 2.
Il senatore ALLOCCA (RC-SE) manifesta il proprio consenso alla proposta di accantonamento.
Il senatore GIARETTA (PD-Ulivo) si dichiara favorevole all'accantonamento, ritenendo che vi siano ancora le condizioni affinchè la Commissione possa maturare un consenso sulla modifica dell'articolo 2, la cui attuale formulazione ha suscitato non poche perplessità tra le diverse forze politiche. Motiva quindi la propria posizione ricordando la rilevanza delle varie problematiche in materia: dalla inefficienza del sistema di concorsi pubblici per l'assegnazione della licenza di farmacia, alla necessità di preservare le funzioni di servizio pubblico svolte dalle farmacie, dall'esigenza di aprire il mercato anche al fine di contenere i rialzi dei prezzi, agli effetti positivi ottenuti con i primi provvedimenti di liberalizzazione in tema di farmaci. L'accantonamento permetterebbe quindi di tenere conto della concertazione in atto con le categorie interessate per arrivare ad un testo condiviso.
Il senatore POSSA (FI) ritiene che la maggioranza non può più rinviare il momento delle decisioni.
Il senatore CURSI (AN) si esprime a favore della proposta di stralcio ritenendo che la sede più idonea per un esame organico della materia sia la Commissione sanità alla quale, rende noto, è stato assegnato il disegno di legge n. 1817-vicies recante norme sulla prescrizione dei farmaci di fascia C. Dichiara quindi di fare proprio l'emendamento 2.1, recante la proposta di stralcio.
Il senatore PECORARO SCANIO (IU-Verdi-Com) ritiene sia preferibile accantonare l'articolo 2 poichè, a suo avviso, lo stralcio di tale disposizione vanificherebbe non solo tutto il lavoro svolto in questi mesi nella Commissione, ma anche la concertazione in atto con le categorie interessate. A tale proposito, rende noto che sono imminenti riunioni dei Gruppi di maggioranza, proprio per risolvere le delicate questioni sottese all'articolo 2.
Il senatore GALARDI (SDSE) si esprime a favore dell'accantonamento, ricordando che la Commissione, come metodo di lavoro, ha sempre accettato proposte in tal senso anche quando provenivano dall'opposizione. D'altronde, un temporaneo rinvio dell'esame dell'articolo 2, è solamente finalizzato a concedere un ulteriore periodo di riflessione, senza precludere le altre proposte alternative.
La senatrice NEGRI (Aut) si esprime a favore della proposta di accantonamento.
Il senatore MANINETTI (UDC) , ritiene assolutamente urgente la convocazione di un Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, per decidere il prosieguo dell'iter del provvedimento.
Il senatore PARAVIA (AN) , stigmatizzando l'atteggiamento ostruzionistico della maggioranza, sottolinea con forza la necessità di un chiarimento in sede di Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi.
Il senatore ADDUCE (PD-Ulivo) richiama la Commissione ad un maggiore senso di responsabilità, in considerazione della delicatezza delle questioni in esame, al fine di superare sterili contrapposizioni tra maggioranza e opposizione.
Il senatore ALLOCCA (RC-SE) ricordando la propria posizione critica sull'articolo 2, sottolinea la necessità che la Commissione discuta nel merito il problema per giungere ad una soluzione condivisa.
Il senatore BANTI (PD-Ulivo) , espresso rammarico per la contingente situazione di contrapposizione, ribadisce la propria posizione favorevole ad un temporaneo accantonamento delle proposte emendative riferite all'articolo 2, ricordando che, stante la natura eterogenea dell'articolato, esso non preclude l'esame degli altri articoli sui quali non sussistono pari difficoltà.
Il senatore GARRAFFA (PD-Ulivo) respinge le accuse di ostruzionismo mosse dall'opposizione.
Il presidente SCARABOSIO , atteso l'imminente inizio dei lavori dell'Assemblea, rimette la decisione sul prosieguo dell'iter del provvedimento all'Ufficio di Presidenza allargato ai rappresentanti dei Gruppi che si riunirà domattina alle ore 8,30 in luogo della Commissione plenaria, raccogliendo altresì l'orientamento favorevole dei Commissari a sconvocare anche l'odierna seduta notturna.
Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.
Rinviato a quando? Ad oggi ancora non sappiamo nulla , sappiamo che sono forti le pressioni di Federfarma di stralciare l’articolo mentre ParafarmaciaMArche, FEF ANPI stanno contattando senatori per portarli sulle nostre posizioni.